Esposto sulla istruttoria relativa al concorso sul progetto di riqualificazione di Piazza Verdi

Il seguente esposto è stato presentato stamattina in Procura

A titolo personale ed anche nella qualità di aderenti al costituito COMITATO denominato “Per Piazza Verdi (SP)”,

i sottoscritti cittadini espongono quanto segue

In data 17/7/2009 è stato predisposto, da parte del Comune della Spezia, un bando con il quale il Comune della Spezia, nell’ambito del finanziamento europeo POR-FESR 2008-2013, in collaborazione con il premio P.A.A.L.M.A. (Premio Artista Architetto La Marrana Arte Ambientale) bandiva un “Concorso di progettazione in due gradi per la riqualificazione architettonica e artistica di Piazza Giuseppe Verdi”.

Secondo l’articolo 2 di detto atto: “I concorrenti nelle loro proposte progettuali dovranno tener conto dell’importante ruolo storico-artistico e urbanistico che la piazza riveste per il centro storico della Spezia e del fatto che il progetto è inserito in un Programma Integrato di rigenerazione del Centro città proposto nell’ambito del bando regionale POR-FESR, i cui elementi principali sono descritti ed illustrati nella relazione allegata al presente bando.”

La Relazione allegata a tale atto, firmata dalla dott.sa Marzia Ratti, nella qualità di Direttore della Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, riguarda la Genesi e storia di Piazza Verdi alla Spezia.

Tale relazione costituisce atto integrativo al bando e quindi atto giuridicamente fondativo dei parametri per la presentazione dei progetti in gara e della scelta del contraente da parte della apposita Commissione nominata.

Nella relazione si legge a pag. 4 (VEDI ALLEGATO 1). “Nel 1933 la facies della piazza può dirsi conclusa: le due cortine nord e sud sono state realizzate, il collegamento con via Veneto è stato attuato e l’unica direttrice via Chiodo-via Veneto è ben percepibile dalla piazza che non ha alberature centrali, che saranno messe a dimora solo nel dopoguerra con incomprensione totale del senso della piazza stessa e delle prospettive che da essa si aprivano su via Chiodo da una parte e su via Veneto dall’altra. La piazza come completata negli anni Trenta si presentava come slargo delimitato dalle cortine continue dei palazzi pubblici e privati ed aveva dei larghi marciapiedi centrali, in luogo degli attuali pini marittimi che furono collocati circa dieci anni dopo la seconda guerra mondiale.”

Ora risulta agli atti conosciuti dagli scriventi e di seguito citati ed allegati al presente esposto, che le alberature centrali costituiscono, attualmente, elementi fondanti l’interesse storico architettonico e culturale della P.za Verdi; infatti detta Piazza avendo una età di realizzazione superiore ai 70 anni è in tutte le sue attuali componenti storiche immobili soggetto ex lege al vincolo storico architettonico avendo età di realizzazione superiore ai 70 anni (comma 1 articolo 12 Codice Beni Culturali).

Questa ultima norma letta in combinato disposto con la lettera g) comma 4 articolo 10 dello stesso Codice prevede che con apposita procedura di verifica si valuti la sussistenza dell’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.

La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici con atto dello scorso 17/6/2013 (VEDI ALLEGATO 2) ha disposto:  “non procedere ad opere riguardanti la demolizione, o rimozione di componenti il cui interesse culturale non sia definitivamente accertato”. L’intervento ai sensi dell’articolo 28 del Codice dei Beni Culturali ha prodotto una sospensione della  esecuzione dei lavori. Con atto del 21/6/2013 (VEDI ALLEGATO 3) detta Soprintendenza ha precisato che sono sospesi in particolare gli interventi di esecuzione dei lavori del progetto che ha vinto il bando sopra citato, relativamente alle: “opere interessanti l’area centrale della Piazza e le componenti arboree ivi presenti”.

Le componenti arboree centrali della piazza riguardano quindi proprio i pini che insieme con il resto della immobile sono attualmente ex lege sottoposti a vincolo storico architettonico e culturale e che, con il resto della piazza dovranno essere sottoposti alla istruttoria prevista dall’articolo 12 del Codice dei Beni Culturali.

Quanto sopra conferma una grave carenza nella stesura della relazione della Dott.sa Marzia Ratti che ha in primo luogo rimosso il legame storico delle componenti arboree della parte centrale della piazza con l’insieme della stessa come invece confermato dai sopra citati atti della Soprintendenza.

Non solo ma la dichiarata non ultrasettantennalità delle componenti arboree della parte centrale della Piazza, secondo la relazione della Dott.sa Marzia Ratti, appare in palese ed indiscutibile contraddizione con la seguente documentazione ufficiale:

  1. Verbale n 14 della Commissione Edilizia del 17 dicembre 1937 con il quale viene approvata la proposta dell’Ispettorato Municipale dei Giardini per “la piantagione di n. 12 piante di pino domestico lungo l’asse maggiore della piazza in perfetto allineamento con le colonne della illuminazione pubblica elettrica” (VEDI ALLEGATO 4)
  2. delibera del 3/7/1939 del Podestà della Spezia (13/547) che rende esecutivo il pagamento delle fatture per la “piantagione di un filare di pini in Piazza Giuseppe Verdi” (ALLEGATO 5)
  3. numerose fotografie della fine degli anni 30 del secolo scorso che confermano la presenza dei pini in Piazza Verdi (VEDI ALLEGATO 6)
  4. I filmati dell’Istituto Luce che riprendono dall’alto la città prima di un bombardamento del 1944, e che riprendono le truppe Alleate nel 1945 mostrano chiaramente la presenza dei pini già alti (VEDI FOTO ALLEGATO 7)

 

Tutti documenti facilmente reperibili anche negli archivi pubblici, in particolare della biblioteca Mazzini inquadrata nella Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, e che visto il ruolo ricoperto dalla Dott.sa sia all’epoca della stesura della Relazione che attualmente, non potevano non essere ricercati e utilizzati in detta stesura.

Quanto sopra considerata l’importanza di questa relazione come affermato dal citato articolo 2 del bando di concorso. Infatti la relazione costituiva un parametro storico architettonico fondamentale sia per la predisposizione dei progetti da presentare al concorso sia per la successiva valutazione e scelta del progetto vincitore.

Esposto quanto sopra i sottoscritti chiedono che la S.V. Ill.ma verifichi se, nei fatti narrati, emergano responsabilità penali, in particolare con riferimento ai seguenti reati:

  1. Articolo 479 CP falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici
  2. Articolo 316ter indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
  3. Articolo 353 turbata libertà degli incanti
  4. Articolo 353bis turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

Tutto quanto sopra premesso, gli Esponenti chiedono alla S. V. Ill.ma di voler esaminare quanto sopra eccepito e dedotto ed esperire le indagini meglio viste e ritenute per valutare la sussistenza dei reati sopra evidenziati o di altre eventuali ipotesi di reato, anche alla luce della documentazione allegata e della normativa vigente

Ai sensi dell’art. 408 c.p.p., si chiede di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione del presente procedimento.

Si chiede altresì, ai sensi dell’art. 406 comma 3 c.p.p., di essere informati dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini.

Per il presente procedimento si elegge domicilio presso

Studio Legale Avv. Massimo Lombardi Foro della Spezia Via Rattazzi 60

 

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