Piazza Verdi e la volgarità: una nota di Enrico Pandolfo

In tutta la vicenda di piazza Verdi ciò che è più presente è la volgarità:   intellettuale  e  dei comportamenti.

Volgarità intellettuale

Volgarità di un amministrazione che costruisce a priori una descrizione dei luoghi che li renderebbe simili alla più anonima periferia.

Volgarità della stessa che pur essendo colta in fallo su una cronologia artefatta,prosegue incurante dei cittadini”:tanto prima o poi si stancheranno”.

Volgarità nel coinvolgere a difesa del proprio arbitrio cittadini più o meno noti ed anche tecnici a comando.

Volgarità comportamentale

Volgarità di gestire una manifestazione al centro Allende,nella quale il sindaco non parlava ai concittadini per dovere ma per graziosa concessione.

Volgarità nel mantenere una recinzione di cantiere in attesa di completare una istruttoria che andava completata prima di aprire tale cantiere.

Volgarità nel tollerare a mala pena la presenza  in consiglio comunale di un folto  pubblico.Una amministrazione trasparente doveva apprezzarlo.

Volgarità di cambiare la motivazione per abbattere i pini:prima per non raggiunti limiti di età e poi dopo tale frustrata ipotesi nel puntare sulla instabilità.

 

Non ho parlato del lato estetico,opinabile e personale,quindi  con la facoltà di attribuire al progetto una volgarità estetica,con buona pace di Maggiani.

Parafrasando un detto,purtroppo poco applicato,non una risata ma la volgarità,vi seppellirà.

Enrico Pandolfo

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