Piazza Verdi, un intervento di Enrico Pandolfo

La straordinaria partecipazione di molti cittadini a quanto si cerca di imporre loro  per realizzare a qualunque costo i lavori di piazza Verdi,dimostra che c’è sempre la speranza di trovare un argomento unificante in una comunità. Più spesso gli argomenti sono solo di stretto interesse personale e quindi il fronte può essere facilmente rotto, soddisfacendone solo qualcuno. Qui l’interesse comune è di qualità superiore ed il prezzo per comprare l’assenso non è ancora stato quantificato e spero non lo sia. Quello che stupisce maggiormente è la ricostruzione della cronologia della Piazza da parte di Marzia Ratti. In questi giorni,nella sua veste di consulente del Comune nonostante la clamorosa pubblica  smentita  alla sua “ricostruzione dei fatti”,(vedi delibera di giunta del 1937) non ha sentito il dovere di precisare, altrettanto pubblicamente, la sua versione. Ammettere che la ricerca storica non era stata così rigorosa non sarebbe nulla di grave e denunciare l’errore è sempre  a favore della scientificità di un metodo. Anche la Soprintendenza di Genova che sullo studio Ratti ha impostato il proprio parere liberatorio all’abbattimento dei pini (datandoli sotto i (70 anni) non ritiene che i cittadini siano meritevoli di spiegazioni. Ma se molti cittadini hanno preferito stare in piazza Verdi, anziché seguire l’inaugurazione di  passerelle dalla Passeggiata Morin alMolo Mirabello significa che la gente è più attenta alle proprie radici che alle opere di carpenteria metallica.

Enrico Pandolfo

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