Festival del Jazz, Laghezza risponde a Leali

Egregio Sig.Leali,
ho letto con sincera sorpresa la sua risposta il cui tono, molto diverso dal mio, denota una aggressività ed un'alterigia che mal si  addicono a chi sta svolgendo una attività finanziata con i denari di quell'Istituzione, il Comune della Spezia, di cui io sono Consigliere.
Così come e' mio preciso dovere vigilare sul corretto impiego di questi denari e sulla trasparenza delle procedure che hanno determinato la scelta della sua persona e del suo progetto rispetto ad altri, suo dovere sarebbe quello di rispondere alle mie obiezioni rispettando il mio lavoro come io rispetto il suo e senza mostrare disprezzo per il mio ruolo e per i miei rilievi.
Mi dica SIg. Leali quanti spettatori paganti ha avuto il "suo" Festival del Jazz della Spezia negli ultimi due anni? Quanti appassionati da fuori Provincia ha attirato e quanti di questi hanno soggiornato negli alberghi della Provincia? Quale tipo di promozione e comunicazione e' stata fatta al di fuori della nostra Provincia? Quanti dei concerti inclusi nel cartellone hanno realmente avuto la capacità di attrarre un pubblico che andasse al di la' del perimetro dei giovani musicisti iscritti alle master class ( queste si iniziativa encomiabile )? 
Ho ancora ben chiaro il ricordo della edizione 1998 ( spero di non sbagliare, nel caso sono certo che lei mi correggerà ) con tre serate che prevedevano, nell'ordine: Michel Petrucciani, Herbie Hancock e la big band di Phil Woods. Una La Spezia in festa, con una PIazza Mentana straripante di spettatori paganti ed un effetto Festival percepito in tutta la città. Una gran parte di quel pubblico, SIg. Leali, non frequenta il "suo" Festival, e non solo per motivi anagrafici. Si è' chiesto perché? 
Certamente la mia visione del Festival e' diversa dalla sua: ho in mente un evento concentrato in 3 o 4 serate, con una promozione nazionale e una proposta artistica capace di attirare un pubblico numeroso, con forte ricaduta non solo culturale ma anche turistica sulla nostra città. Ma soprattutto vorrei che il ruolo di Direttore Artistico del Festival, analogamente a quello di Direttore Artistico del Teatro Civico su cui tanto si e'discusso, venisse affidato con una procedura trasparente che confronti diversi progetti e personalità sulla base di una valutazione attenta ed oggettiva del ritorno culturale, turistico ed economico della manifestazione. Questo chiedo ufficialmente non a lei ma all'Istituzione per i Servizi Culturali del mio Comune e su questo vigilerò attraverso la mia attività in Consiglio. Se il suo curriculum, che tanto enfaticamente mi ha sciorinato certamente ignorando il mio, i suoi progetti ed e i suoi risultati le consentiranno di ottenere l'incarico anche per il prossimo anno, non potrò far altro che augurarle buon lavoro e sedermi in platea. In caso contrario, non le mancheranno certo occasioni di dimostrare il suo valore in città diverse dalla nostra.

Alessandro laghezza coordinatore provinciale Scelta Civica
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