Festa in Piazza Verdi con il Comitato

Non era una “contro festa” ma anche il Comitato ieri sera si è ritrovato. Non al molo ma in Piazza Verdi, più numeroso che mai, a festeggiare, a fare musica, ad animare una Piazza che quelle transenne rendono triste.

Per molte ore dal forno di Pizza in Piazza di Luciano Rotondi sono continuate a uscire pizze e focacce. La musica di Andrea Imparato ha reso la piazza un luogo molto speciale per gente speciale, quella che pure in ferie, si è alzata per settimane alle 5 del mattino a verificare che non fosse dato il via ai lavori. Che ha dedicato il giorno libero dal lavoro a venire al banchetto per informare le persone sui lavori in Piazza. Nessuna connotazione politica.

Persone. Indignate, ma pur sempre persone, non affiliati a un partito. Al presidio infatti, non ci sono bandiere.

Il Comitato è convinto che le transenne a breve sloggeranno. Lo dicono le carte, lo dice anche la volontà della gente che firma per la loro rimozione. Mille firme in pochi giorni, e la gente viene spontaneamente, senza bisogno di invitarla. Basta mettere in mostra il progetto BUREN nel rendering diffuso dal Comune.

Oggettivamente: ma quale amministratore oggi, in un momento di sensibilità ecologista ritrovata, decide di non indietreggiare di un passo sull’abbattimento di alberi che costitutivamente hanno definito un’area urbana con così forte identità storica come Piazza Verdi e che per giunta sono pure tutelati da una legge dello Stato per la loro vetustà?

Il Comitato ha abbracciato le armi della giustizia in forma di esposti, segnalazioni alle autorità competenti. E ogni tanto, qualcuno quelle carte le guarda e si prende persino la briga di controllare se tante lamentele possano avere fondamento. Se sia o meno una minoranza rumorosa (come la definisce il sindaco Federici) quella che ha posto la questione della legalità,per un giudice, per un procuratore, per un sovrintendente, per un Ministro, ha poca importanza. Basterebbe anche un solo cittadino.

Forse manca ancora la consapevolezza che azioni come esposti, denunce, ricorsi al Tar sono una possibilità concreta per difendersi da poteri arroganti sotto i quali si nascondono chissà quali interessi.

In ogni caso, per una sera, la Piazza è tornata a essere Piazza, o forse lo è stata per la prima volta da molto tempo, aggregando persone che non si conoscevano e che ormai da qualche settimana discutono su come vorrebbero la loro città, su quale sia la qualità della vita quotidiana. E mettono sul piatto le loro competenze, a disposizione di tutti.

Si chiama “comunità attiva”. 

 

 

 

 

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