Domenichini (PRC La Spezia): “Se 51 anni (di carbone) son troppo pochi, provate voi a respirar”

Mi perdoneranno mai le mondine di Novellara per l’ardire? Questo significa ENEL alla Spezia, un impianto enorme, partito da 1800 MW di potenza, oggi a 1200 (di cui 640 a gas pressoché inutilizzati, il resto, neanche a dirlo, ancora a carbone), ed una storia di una provincia, dei suoi lavoratori nel ventre caldo delle sue caldaie, dei suoi abitanti nei quartieri limitrofi del levante di quel Golfo che pare ormai tutto men che dei poeti. Così le emissioni dell’unica ciminiera rimasta della “Eugenio Montale”, simboleggia l’ennesimo ricatto ambiente-lavoro, il tradimento democratico di un referendum dimenticato.

Ciminiere, bastano pochi sbuffi d’emissioni, penduli da un’autorizzazione integrata ambientale, sul delirio del mare. Oltraggio per oltraggio, la richiesta di AIA risale al 2007, ed in questi 6 anni la centrale ha continuato a funzionare senza alcuna limitazione, se non l’osservazione della norma. Il 7 giugno scorso si è tenuta la Conferenza dei Servizi per la discussione sul rilascio dell’AIA ed il documento approvato consentirà che nella centrale permanga prevalente uso del carbone per altri 8 anni.

Il sindaco spezzino Federici, invece di rilasciare, nel pieno della sua  autorità sanitaria, un parere sanitario prescrittivo per la salute pubblica, da recepite in Conferenza dei Servizi AIA, esulta, forse pensando ad un nuovo polo commerciale nelle aree limitrofe all’ENEL, previsto nel piano generale di sviluppo 2013-2017. Ma che l’amministrazione in tema energetico abbiano idee confuse è dimostrato, ritenendo un risultato la riduzione del 14% delle emissioni entro il 2020, quando la direttiva UE impone il 20%.

C’erano i presupposti per “batter i pugni sui tavoli”. Riconoscimento il luogo in cui sorge la centrale, nel cuore di una provincia, valutare le alternative, applicare Migliori Tecnologie Disponibili, monitorare adeguatamente e fare un’indagine epidemiologica sulle incidenze sanitarie, in una provincia dei record tumorali. Niente di tutto questo: esultiamo, come per la deperimetrazione di Pitelli, ed tacciamo sui dati di ricaduta di anidride solforosa portata dai venti, con concentrazioni maggiori a Bolano, Portovenere, Calice e Follo.

Rifondazione comunista ha deciso di lasciare la maggioranza in comune alla Spezia anche perchè nel programma di governo il sindaco disse che “l’obiettivo della dismissione del sito (centrale ENEL) potrebbe aprire nuove prospettive strategiche di utilizzo del territorio e di conversione dell’economia cittadina: diventa allora importante perseguire quest’obiettivo per il futuro prossimo, plausibilmente entro il 2015”. Impegno tradito.

La palla passa al Ministero dell’Ambiente del governo Alfano/Letta, al “nostro” Andrea Orlandoche che pare abbia messo in soffitta il possibilismo sul coincenerimento del CDR con il carbone della centrale, altra battaglia di cui Rifondazione comunista fu protagonista con l’adesione a Rifiuti Zero., Ma il pessimismo della ragione parrebbe superare l’ottimismo della volontà, anche di quella delle larghe intese. Intanto, come le mondini, e quei vigliacchi di quei signori, verranno loro a respirar, nel 2013 è ancora l’era del carbone.

William Domenichini
Rep. prov.le Ambiente e benicomuni PRC La Spezia

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