Scempio Piazza Verdi e Giardini Pubblici

Non so se l’architetto Vannetti è un Urbanista, direi di no perchè dal suo curriculum si deduce che abbia lavorato per lo più in ristrutturazione di banche (Monte dei Paschi di Siena) e ristrutturazioni e negozi.

Ma se lo è sono sicuro che saprà che nel tessuto urbano non si interviene per pezzi. Una città è un’organismo composto da parti che interagiscono tra loro svolgendo funzioni complementari. L’inserimento di un progetto alieno come il suo nel tessuto del centro ha stravolto l’equilibrio di tutto il contesto che va dalla porta dell’Arsenale a Via Chiodo, Viale Mazzini, giardini pubblici, Via Veneto, Via dei Colli, Via xx settembre, ingolfando tutta la funzione urbana e sottraendo all’uso dei cittadini spazi pubblici che erano naturalmente designati ad essere fruiti come tali (vedi i bellissimi giardini pubblici definitivamente rovinati) rispetto a Piazza Verdi, che è evidente a tutti che è più che altro uno slargo per interrompere il ritmo dell’asse viario (secondo un preciso schema urbanistico ottocentesco vedi Torino) che piazza intesa per la fruizione di sosta, riunione, ecc. come sarebbe invece per sua natura Piazza Beverini che è invece completamente abbandonata agli autoveicoli (come i giardini pubblici del resto destinati fin dall’800 a spazio di riunione e passeggio ed ora ridotto a parcheggio).
(Massimo Girando)
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