Il senso di Marzia Ratti per la storia

Alla fine il documento c’era.
È un verbale ufficiale del 1937 conservato insieme agli altri documenti, nella Biblioteca Civica “Mazzini” in cui il Comune della Spezia, su proposta dell’Ispettorato dei giardini approva “l’alberatura della Piazza Verdi per la piantagione di 12 piante di pino domestico lungo l’asse maggiore della piazza in perfetto allineamento con le colonne dell’illuminazione pubblica elettrica”.

Difficile credere che un documento custodito in perfetto ordine, in sequenza cronologica e a disposizione del pubblico – e ancor di più di chi ci lavora – sia stato cercato e non trovato da chi quelle istituzioni le dirige.
Sì stiamo parlando della dottoressa Marzia Ratti, direttrice da 90 mila euro all’anno di stipendio, autrice di quella relazione ufficiale che è stata il fondamento dell’“operazione Buren”. Senza quella relazione della “storica” Ratti, Buren non avrebbe  potuto progettare di mettere i portali al centro della Piazza al posto dei pini.

E adesso che il Comune è nei guai per una controversia che difficilmente si potrà risolvere mettendo tutti d’accordo, chi pagherà per quell’errore di datazione dei pini?

Il Comune continuerà a versare regolarmente lo stipendio a lei ed agli altri funzionari coinvolti come l’ingegnere capo Claudio Canneti (circa 120 mila euro l’anno + provvigioni sui progetti e rimborsi vari), responsabile del procedimento, responsabile sicurezza ecc. ecc. del progetto “Buren”?

Il Sindaco li lascerà ancora al loro posto, in incarichi di responsabilità come quelli che rivestono?

Chi pagherà per questi errori?

Per favore non diteci che saremo sempre e ancora una volta NOI.

 

 

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