Una nota di Catia Castellani su Piazza Verdi

L’artista visiva spezzina Catia Castellani lascia un bel commento poetico e grintoso su Piazza Verdi. Ci piace. Abbiamo chiesto il permesso di pubblicarlo dopo averlo letto sul suo profilo facebook. Grazie Catia!

 

Sarà anche solo una questione di alberi e non è poco. Non sono necessariamente contro alle innovazioni(?)chiamiamole azioni sul territorio a patto che siano intrise d’amore. Sì,solo d’amore .E di grazia.E di gentilezza.E di rispetto.In tutta questa faccenda non colgo nessuno di questi sentimenti. Non colgo l’inizio,non comprendo l’origine di tutto.

Ecco un mattino,magari di sole un sindaco e alcuni suoi collaboratori si alzano e decidono. Decidono…decidono di fare qualcosa.di cambiare qualcosa in città. Riunione di esperti.Ecco,ora passa loro per la mente un pensiero…cambiare una piazza – così per diletto? forse per noia? forse perchè credono di essere infallibili e unici e potenti.Cambiano.Lo decidono.Gli alberi,la piazza…

I loro occhi vedono distorto.

La nostra città è strapiena di architetture finte che sembrano scenografie dietro e dentro c’è il nulla.Dalla costruzioni delle Coop a quella dell’ Autorità Portuale ai vari centri commerciali ai giochi dei giardini è tutto senza storia senza bellezza senza amore.E’ tutto appiattito da sguardo basso privo di sentimento per le cose belle della vita che sono più semplici che sono più leggere.Questi che ogni tanto si inventano una città nuova sono quelli che parlano di città partecipata di città a misura di bambino(mi ricordo gli incontri con Tonucci)mi ricordo gli incontri con la GENTE con post-it attaccati alla lavagna,che fanno tanto democrazia.Questi sono i soliti che hanno fatto morire l’Arcimboldo,che hanno fatto morire il Centro Allende,che hanno distorto(nel vero senso della parola)Piazza Brin,che hanno messo quella fontanona grassa,come dice un mio allievo in Piazza Garibaldi che hanno messo l’ennesima scultura del solito artista spezzino a far da obelisco  per la città ma tutto un pò così,alla spezzina,tutto un pò così…e non a regola d’arte caro Maggiani.E allora non posso non pensare alla fontana di Piazza Europa che un giorno-per le bizze di un nostro amministratore-venne interrata.Sì, interrata qualche piantina quà e là a mitigare la bruttezza ma via gli spruzzi d’acqua che salivano e si coloravano di arcobaleno.Non mi piace più forse disse e la interrò.Follia?Arroganza?Ignoranza?Delirio?E ora…è’ solo una questione di alberi.In fondo quattro pini.Un vicesindaco con lo studio di architettura sulla piazza affacciandosi alla finestra  un giorno…potrà sempre dire “questo l’ho voluto io,io ho deciso”.

Cambiare si può e penso al mercato dei fiori a Nizza-primi del 900 e la nostra Piazza del mercato com’era,Penso al Mamac di Nizza e anche ai giardini di pini e fiori intorno.Penso che si possa cambiare mettere insieme creare orme di esistenza.Come le chiese romane e i nuraghe che stanno vicini senza infastidirsi.come la palma e il pino in Piazza Brin.

E allora chiedo ai nostri amministratori quando avete incominciato a pensare al cambiamento? Prima ancora di renderlo progetto su carta, che cosa vi ha fatto decidere in quel senso?quando vi è venuta voglia di cambiare? Vorrei saperlo per capire .Provate a pensarci un pò, come quando si prova a tornare indietro con il pensiero al nostro primo amore…ecco…quando avete smesso di essere innamorati della vostra città?

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