Obesità e sovrappeso alla Spezia

“Si stima che nell’Asl5 Spezzino un’esigua quota del 3% delle persone tra 18 e 69 annui sia sottopeso, più della metà, il 55%, sia normopeso, che circa il 33% sia sovrappeso e che quasi una persona su 10, pari al 9%, sia obesa. In termini assoluti in media 48.400 persone tra 18 e 69 anni sono in sovrappeso e quelle obese sono 13.000”. E’ questa la situazione “fotografata” dall’epidemiologa Floriana Pensa dell’azienda sanitaria locale e presentata a Sarzana nell’ambito della conferenza “Cibo & Salute” organizzata dall’Associazione Onlus “Crescere il domani”, CNA Alimentare e Accademia del Gusto della Spezia. Moderatore la giornalista Flavia Cima. Un’iniziativa che ha calamitato nella sala consiliare oltre 300 persone interessate ad ascoltare dagli esperti quali sono gli alimenti giusti da portare in tavola per essere in forma e allontanare gli spettri di malattie come il tumore, le cardiopatie, l’obesità e il sovrappeso.
“Siamo quello che mangiamo” sostenevano gli antichi. Un principio, ripreso e confermato anche dalla medicina moderna e dagli esperti, relatori alla conferenza: l’epidemiologa Floriana Pensa, la biologa nutrizionista Laura Lombardi, Marco Rivieri presidente Associazione Medici per l’ambiente e il direttore dell’Ambulatorio Oncologico dell’Ospedale di Sarzana, Franco Vaira. Ha fatto gli onori di casa l’ammiraglio Giuseppe Celeste presidente dell’Associazione “Crescere il domani”.
Le linee guida sulle abitudini alimentari per la prevenzione primaria dei tumori, sono state esposte dal dottor Vaira, e realizzate con il contribuito della collega Adriana Iacquinta ASL5 Spezzino. Vaira ha posto in rilievo il rapporto tra cibo e cancro: “La maggior parte degli studi – ha spiegato – attribuisce alla dieta la possibilità di evitare circa il 30-40% di tutti i tumori. Raggiungere e mantenere un peso adeguato per tutta la vita, dimagrire in caso di obesità e sovrappeso, è un buon modo per cominciare uno stile di vita finalizzato alla prevenzione dei tumori”.Tra le indicazioni fornite dal dottor Vaira rientrano la camminata veloce di mezz’ora, un’alimentazione basata su cibi di origine vegetale, legumi in ogni pasto, cinque porzioni al giorno di verdura, circa 600 grammi, tra frutta e verdura, ridotto consumo di cibi raffinati, precotti, carni rosse, sale (non più di 5 gr il giorno), di bevande zuccherate e alcoliche ( 1 bicchiere di vino il giorno, a pasto, per le donne, 2 per gli uomini) e stop agli integratori. “Queste raccomandazioni – ha rimarcato Vaira – valgono anche per chi si è già ammalato”.
Gli effetti benefici di un’alimentazione corretta per la salute sono ricavabili dai dati dell’Oms forniti dall’epidemiologa Pensa: “Su un totale di 10 milioni di persone nel mondo che si sono ammalate di cancro, ben 4 milioni delle stesse avrebbero potuto evitare la malattia se negli anni precedenti all’insorgere del male, avessero mangiato in modo diverso. Anche in Italia esistono prove della responsabilità del cibo sulla diffusione delle cosiddette malattie da civiltà, come cancro, diabete, ipertensione, aterosclerosi, infarto cardiaco, osteoporosi, stitichezza, e molti tipi di tumori tra cui quello dell’intestino, della mammella e della prostata”.
La biologa nutrizionista Laura Lombardi ha associato la dieta squilibrata all’infiammazione silenziosa del nostro organismo, causata da cibi raffinati, industriali, proteine e grassi animali. Nel menu ideale a tutela della salute spicca anche un piatto tipo spezzino: la mesciua. Marco Rivieri presidente dell’Associazione Medici per l’ambiente ha rimarcato la nocività di sostanze chimiche usate tra il 30 e il 60% in agricoltura, e gli effetti dannosi sul cibo che mangiamo, invitando il pubblico a privilegiare prodotti biologici e a chilometro zero.

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