Piazza Verdi, una battaglia che si può vincere

 Oggi  (ieri, ndr) in Piazza Verdi chi era presente ha potuto tranquillamente comprendere  perché la politica dei partiti della sinistra non riesce piú a capire la gente; la motivazione é semplicissima perché non scende piú nelle piazze, perché non si confronta con quello che una volta era il suo popolo.

La battaglia di Piazza Verdi é li a dimostrare questo, in una cittá in piena crisi, con la gente che ogni mattina fa le code davanti alla caritas per mangiare, l’amministrazione di sinistra, un assessore che si richiama alla storia comunista, invece che risolvere questi problemi, invece di investire quel milione che dovrá comunque uscire dalle risorse del comune nella soluzione deimille problemi della cittá, ritengono prioritario stravolgere e deturpare per sempre Piazza Verdi.

Ě un progetto folle, sbagliato, costoso e che va a deturpare una piazza storica e a mettere a rischio palazzi che hanno piú di cento anni, senza dimenticare i capolavori del futurismo nascosti nel palazzo delle Poste, a chi serve e a cosa serve, a far ricordare qualcuno negli anni a venire per aver distrutto alberi stupendi, per aver creato la nuova piazza verdi del grande architetto francese.
Spezia non é Milano, non ha bisogno di archistar e comunque cari Ruggia e Federici, al contrario di voi a Milano gli alberi non li distruggono.

La battaglia di Piazza Verdi e, per onestá intellettuale, l’intervento appassionato di Sgarbi hanno prodotto il risultato del comunicato del Ministero che chiede approfondimenti al Comune e nel frattempo di sospendere i lavori.

Domani (oggi, domenica) si vocifera che dovrebbe essere stata convocata una giunta straordinaria, bene se cosí é, l’assessore di SEL-PSI Del prato deve prendere posizione contro questo scempio e i consiglieri eletti Masia e Manfredini debbono chiedere alla giunta di fermare i lavori, soprattutto si deve chiedere ai cittadini che abitano nella piazza il loro pronunciamento attraverso un referendum e si deve tener conto del loro voto, prima di continuare in questa follia.

Marco Andreini

Dirzione Nazionale

Partito Socialista Italiano

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