La politica del fatto compiuto

Quella di ieri è stata una grande giornata e oggi si replica (ore 18 e ore 20). ormai la piazza sta diventando un simbolo di resistenza ed è giusto che questa cosa stravolga con l’impeto della passione di cui ancora siamo capaci, la nostra vita, il nostro quotidiano, le nostre abitudini.

Finora gli organi di stampa sono stati tiepidi sulla vicenda (alcuni addirittura non hanno dato notizia del sit in/presidio di ieri) finché la pentola non è esplosa e si sono accorti che c’è una mobilitazione reale con persone che non hanno intenzione di retrocedere un passo.

La bella notizia della richiesta di sospensione dei lavori del Ministro Bray, allertato da Sgarbi, da Vergassola e da un’onda mediatica travolgente che ben mette in luce le potenzialità della rete al tempo della politica 2.0, non ha avuto l’esito sperato.

 Perché? Perché il sindaco Federici intervistato dalla Nazione di oggi fa sapere che “se ci sarà una richiesta motivata ed esaustiva saremo pronti  a sospendere i lavori. Tuttavia ad oggi dagli uffici del Ministero  non è arrivata ancora alcuna richiesta formale al Comune“. Significa che i lavori continuano. Nessuno stop.

Siamo alla follia e qua occorre fermarsi un attimo a riflettere. Il sindaco non dà retta ai cittadini che risultano essere più numerosi dei “quattro ambientalisti” (sic) e pure con argomentazioni forti. Ma che non dia retta neanche al Ministro mi sembra gravissimo. Il comunicato del MIBAC è UFFICIALE, e per quanto un twitt non abbia valore legale, proviene dalla segreteria del Ministro che deve pur aver dato qualche ordine in merito a questi 140 caratteri o averli scritti di sua tastiera. Forse Federici è come San Tommaso, se non tocca non vede. Quindi deve toccare con mano l’ordinanza di sospensione del Ministro che vuole studiare con attenzione il caso balzato all’attenzione nazionale non proprio come esempio di “valore”. Ma cosa deve aspettare di vedere? La richiesta di sospensione è già un segnale molto forte di cautela del Ministro. 

I lavori proseguono, credo che la strategia dell’amministrazione sia quella di cominciare con ruspe e motoseghe, e poi fare in modo che i cittadini accettino il dato di fatto compiuto e si rassegnino. Spiace constatare che questo atteggiamento è evidentemente un’offesa ai cittadini, alla loro sensibilità, alla loro intelligenza, alla loro dignità, e diventa anche un’offesa al Ministro stesso che si è dimostrato, a differenza di Federici, disponibile a uno studio del caso (quindi disponibile forse anche a una revisione del progetto,a un miglioramento, laddove risultasse ridondante, difettoso, dispendioso, contraddittorio rispetto alla storia urbana della piazza, o semplicemente inutile).

Questa è la politica del fatto compiuto: imporre il proprio progetto a tutti i costi,andare avanti senza ascoltare, contando sulla legittimazione al proprio operato data da voti incassati alle elezioni per poi magari aprirsi a discuterne ex post, a cose fatte. Come se le ragioni della minoranza (o della stessa maggioranza che oggi se ne va dalla sua coalizione, vedi Rifondazione) non esistessero.

Poi viene da chiedersi: perché tanta fretta? Un Ministro informa che si sta interessando al progetto urbanistico, un amministratore se ha la coscienza a posto dovrebbe essere felice, perché non attendere il suo responso, responso che sarà assai più autorevole e più tecnico di quello dell’amico scrittore famoso. Quale vera motivazione si nasconde dietro questa urgenza? Ci sono scadenze? Ditte appaltatrici che premono sui tempi? Ditte che saranno state scelte, sicuramente, secondo criteri differenti dalla famigerata short list del Teatro Civico ora all’attenzione del TAR di Genova

Una risistemazione di Piazza da fare in fretta e furia proprio quando un Ministro può dare definitivamente l’ultima parola? La guerra lampo l’hanno inventata i tedeschi e ha portato a una vittoria, ma hanno perso due guerre mondiali.

Questa l’argomentazione dell’architetto Vannetti al giornalista della Nazione: il senso dell’operazione non è stato colto perché “forse non è stato spiegato a sufficienza”. Ecco, benissimo, rispiegatecelo. Noi siamo aperti al confronto, al dialogo e al dibattito. 

#occupypiazzaverdi

 

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