Piazza Verdi: ma il Comune di cosa ha paura?

Ci giunge notizia che i negozi di Piazza Verdi stanno per essere dotati di telecamere per la videosorveglianza. A presentarsi a un commerciante è stata una non meglio specificata “confraternita”, che si propone di calmare gli animi. Chi sono questi della “confraternita”? E perché calmare gli animi? Sono state annunciate manifestazioni pacifiche.

Eppure, voci sempre più insistenti danno per certo l’arrivo, nella giornata di domenica, di forze speciali anti-sommossa, la celere di Genova. Si dice anche il sindaco Federici abbia richiesto la scorta.

Di cosa c’è paura? Che i rappresentanti dei vari comitati o i cittadini si lascino andare a atti violenti? Non crediamo proprio sia possibile o solo plausibile. Si teme l’arrivo di violenti da altre città? Poco credibile anche questa ipotesi.

O c’è forse in programma di infiltrare personaggi assoldati per fare confusione? A pensar male si fa peccato, forse, ma la storia degli scontri di piazza in Italia è piena di queste patetiche cose. Patetiche, gravi e degne veramente di un regime.

La situazione sta assumendo toni surreali. Di cos’hanno paura sindaco e amministrazione? Noi speriamo di non essere veggenti, nel predire che succederanno dei casini: se dovessero accadere, però, responsabilità sarebbe di solo di questa Amministrazione, che si sta dimostrando becera e ottusa. E’ vero, Federici è stato eletto, ma se si considera la percentuale di astenuti, sindaco e PD hanno la minoranza dei voti. E la maggioranza degli spezzini è contraria a questo progetto. Essere stati eletti non implica che si possa fare tutto ciò che si vuole senza tener conto della volontà dei cittadini.

Se arriveranno personaggi violenti e destabilizzatori saremmo autorizzati a pensare che siano stati chiamati ad hoc e ciò sarebbe davvero vergognoso.

Speriamo di sbagliarci, anche se i segnali non sono per nulla incoraggianti.

Il Comune ha veramente così paura? O è solo un modo per spaventare e creare confusione tra i cittadini? Non era più semplice ripensare al progetto, bocciato già da una raccolta di firme tre anni fa?

Paola Settimini e Claudia Bertanza

 

 

 

 

 

 

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