Vergassola: il Teatro Civico, Piazza Verdi e i limiti di questa Amministrazione

Abbiamo incontrato Dario Vergassola e con lui abbiamo parlato della città, di quello che sta succedendo e di quello che succederà.

L’argomento principale è la questione del ricorso per il Teatro Civico.

“Il Comune” dice Vergassola “ha fatto l’ennesima brutta figura, il fatto che abbiano accolto la sospensiva per il ricorso è significativo. Il sindaco dice che le cose sono state trasparenti, ma se questa è trasparenza che il cielo ci aiuti, non oso pensare a cosa sia la non trasparenza!”

Cosa c’è stato di non trasparente, secondo te?

Prima di tutto, la signora Cinzia Aloisini  dichiara su un giornale, che io, un comico, non posso occuparmi di cultura e poi si trova seduta nella giuria che deve decidere. Repetti, direttore del Teatro Stabile di Genova, ha giudicato un suo dipendente, Alinghieri. I progetti e i curricula sarebbero dovuti giungere ai giurati in buste separate, senza i nomi di chi li aveva presentati, e prima di aprirle dovevano dire i criteri  ma così non è stato.

La brutta figura non l’ha fatta certo Alinghieri, al quale ribadisco la mia stima, ma l’ha fatta la Commissione. E’ dovuto intervenire anche il TAR perché l’operazione non era trasparente. Ma l’Amministrazione continua a mostrare arroganza.

Come su Piazza Verdi? Cosa ne pensi?

Un giorno una signora mi ha fermato per strada e mi ha chiesto: “Vergassola, ma lei non fa nulla per Piazza Verdi?” Io le ho chiesto: “E lei fa qualcosa per i Buggi?” E’ una battuta, ma rispecchia la realtà di una periferia degradata, in cui nessuno interviene, di cui nessuno s’interessa.

Su Piazza Verdi penso sia giusta la pedonalizzazione, penso sia giusto anche intervenire per migliorarla. Il problema di questa Amministrazione, come della precedente, è che fa i lavori in grande stile senza avere poi i soldi per la manutenzione, basti vedere com’è ridotta Piazza del Mercato, che andrebbe bombardata e ricostruita.

L’assessore Ruggia dice che la manutenzione costerà 50mila euro l’anno, contro i 20mila attuali.

Sarei contento se si risparmiassero anche quei 50mila euro, sarebbe meglio se quei soldi venissero dirottati su altre questioni. E poi… 20mila euro di manutenzione per cosa?

Hai sentito le dichiarazioni di Sgarbi?

Sì, e l’ho anche chiamato e mi ha assicurato che avvertirà della cosa anche il ministro Bray. E, se avrà occasione, ne parlerà anche in tv. Il suo interesse mi è sembrato un buon segnale.

Hai parlato di altro con Sgarbi?

Sì, ovviamente gli ho accennato la storia del Civico e, quando gli ho riferito che la Aloisini aveva dichiarato che io, in quanto comico, non potevo occuparmi di cultura, mi ha detto: “Dillo a Dario Fo!”.

 Sgarbi ha usato toni pesanti sull’Amministrazione. Tu cosa dici?

Non abbiamo amministratori capaci. Ci sono tanti altri interventi che potrebbero essere fatti: ad esempio, il ponte, che sarà presto inaugurato, quello che va dalla Morin al Mirabello, sarebbe stato meglio farlo partire dalla Pinetina, per unire davvero la città al mare, permettendo così alle persone di saltare Viale Italia. Si potrebbe fare in modo di spostare lo struscio serale, soprattutto in estate, sul Molo con locali, un palco per la musica e gli spettacoli. Si dovrebbe investire sui parcheggi sotterranei. I nostri amministratori non sanno mantenere quello che c’è, figuriamoci inventarsi cose nuove.

Riguardo al (presunto) nuovo assessore alla cultura cosa ci dici?

(Federici ha smentito la destituzione di Diego Del Prato, ndr)

Spero che non sarà Cinzia Aloisini anche se in una logica di proseguimento del degrado non ci starebbe male. Ma potrebbe essere Antonella Franciosi, visto che c’è uno strano passaggio, per cui il presidente dell’Arci poi diventa assessore, dev’essere uno scivolo privilegiato. Solo a Spezia l’Arci diventa incubatrice di assessori. Tempo fa dissi, in una riunione con l’Arci nazionale, che i presidenti Arci a Spezia poi diventano assessori, mentre dovrebbero tornare a lavorare. Mi applaudirono tutti, tranne naturalmente la Franciosi. Dissi anche, cosa importante, che i circoli Arci non dovrebbero tenere le slot-machines.
Tra i tre proposti dal vostro sito (articolo) quello che ha più  chances, per me, è Luca Basile.

Tornando a Sgarbi, ha dichiarato che questa è un’amministrazione fascista. che ne dici?

E’ fascista per quanto riguarda la gestione della cultura. La libreria Ricci voleva fare una presentazione e doveva mettere una decina di sedie fuori, sotto il portico. Ha avuto bisogno di fare due o tre richieste, con tanto di foto e c’è anche stato un sopralluogo del Comune. Insomma, ha avuto più bastoni tra le ruote che agevolazioni. Invece le sedie dovrebbero essere portato dall’Assessorato, il Comune dovrebbe ringraziare le librerie che vogliono intraprendere queste iniziative, obbligandole a fare almeno una presentazione al mese.
E’ una città, la nostra, che rilancia il turismo ora, con vent’anni di ritardo. Meglio tardi che mai, direi. Però, mentre prova a rilanciare il turismo, impedisce ai locali di tenere aperto la sera. Manda i vigili a fare sopralluoghi in locali aperti da giovani che hanno deciso di investire soldi per misurare il livello di rumore. Ha una gestione fascista della cultura.

Insomma, Spezia è pronta o no per il turismo?

La città sì, gli amministratori no.

(Claudia Bertanza e Paola Settimini)

 

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