Giulio Guerri: Acam, no alla politica delle svendite!

“Lunedì sera in Consiglio Comunale è stato discusso e votato il Piano di Acam che il Sindaco andrà ad approvare all’assemblea dei soci (cioè i sindaci) il prossimo 14 giugno.
Ci aspettavamo un Piano industriale, invece era solo un Piano di riassetto, in cui l’unica scelta industriale contenuta è la decisione di aprire due discariche: a Mangina (in Val di Vara, comune di Borghetto) per 350mila mc e a Saturnia, cioè Pitelli per 700mila mc: totale 1milione e 50mila mc!
Ho votato contro e prima sono intervenuto per illustrare la nostra analisi ed evidenziare i motivi della nostra netta contrarietà:
1) è la POLITICA DELLE DISCARICHE, che peraltro dimostra che non c’è alcuna reale volontà/capacità di puntare sulla raccolta differenziata, che è il sistema che prevede di riutilizzare il rifiuto, fare ricavi dal riutilizzo e ridurre al minimo il rifiuto finale; in più ho fatto notare due cose:
a) la discarica di Mangina è impensabile, perché è su una falda acquifera, inoltre i costi dell’operazione sono lievitati in 3 mesi del 100% (da 7milioni di euro a 14milioni di euro!!!, tutti soldi nostri!!!) mentre contestualmente la capienza del sito è scesa del 33% (da 500mila mc a 350mila mc): e questo di per sé è un fatto molto grave;
b) Saturnia: per riaprire la discarica si è deciso di far cancellare l’area dal perimetro del sito ambientale di interesse nazionale (quello di Pitelli), malgrado non sia ancora stata bonificata e il terreno sia ancora gravemente inquinato: ora dicono che faranno la bonifica portandoci la “rumenta” (perché il FOS è sempre “rumenta”)
2) è la POLITICA DELLE SVENDITE: il piano prevede la cessione definitiva di Acam Gas (che è un ramo storico, strategico, quello che davvero produce reddito all’interno del gruppo Acam), di Acam Clienti, di Centrogas con relativi impianti eolici e del 49% di Acam Ambiente: e ovviamente quando si vende in queste condizioni non si fa altro che svendere! A tal proposito ho sottolineato come la classe politica prenda in giro i cittadini poiché dice che questo piano serve per scongiurare il passaggio altrimenti successivo ovvero la liquidazione del gruppo, ma in realtà la liquidazione è proprio quello che loro hanno deciso di fare con questo piano;
3) è la POLITICA DEL DEBITO PUBBLICO: i debiti saranno infatti spostati con il carico del 3,5 % di interessi fino al 2034, questo significa che i debiti fatti dalla classe politica di questi anni finiranno sulle spalle degli spezzini che ancora non sono neppure nati: a tal proposito ho affermato che sarebbe il caso che i cittadini dimostrando di aver a cuore se non il bene di loro stessi, almeno quello delle future generazioni, perché quello che sta accadendo è che la classe politica scaricherà i suoi disastri sui nostri figli e sui nostri nipoti;
4) è la POLITICA DEI RINCARI TARIFFARI : la conseguenza inevitabile di ciò sarà un progressivo, esponenziale inasprimento dei costi a carico dei cittadini, come peraltro è già evidente in provvedimenti in questi mesi assunti come la Tares con il relativo piano tariffario triennale e il recente rincaro delle tariffe dell’acqua (deciso peraltro in modo carbonaro e in barba ai referendum sull’acqua pubblica): sui cittadini continuerà ad abbattersi la scure di una pressione fiscale sempre più pesante, che renderà sempre più elevato per noi spezzini il costo della vita (che è già molto caro a causa delle scelte della classe politica), senza, inoltre, alcuna garanzia sulla qualità dei servizi, oggi gravemente insufficiente (basti pensare alla raccolta dei rifiuti, con la spazzatura che imperversa in ogni dove o al servizio idrico, con reti di acqua potabile e acque nere carenti e disastrate);
5) è la POLITICA DEI SACRIFICI IMPOSTI AI LAVORATORI: si dice che lo si fa per loro, ma – a quanto pare – neanche loro si salvano: ci sono 200 posti di lavoro che ballano, provvedimenti (come i contratti di solidarietà e/o la cassa integrazione) che penalizzano e penalizzeranno il loro reddito e i processi di alienazione e privatizzazione li esporranno sicuramente a sacrifici, disagi e pericoli (vista anche la congiuntura economica). Inoltre ho evidenziato che alcune misure prospettate, come i demansionamenti, oltre ad essere afflittive per chi le subirà, paiono largamente in odore di illegittimità.”
Giulio Guerri – consigliere comunale (lista civica “Per la Nostra Città”)

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