Acam, parla il Coordinamento dei quartieri del Levante

I cittadini dei QUARTIERI DEL LEVANTE riscontrano che il Consiglio Comunale di La Spezia ha approvato a MAGGIORANZA una proposta di riassetto del GRUPPO ACAM predisposto dal MANAGEMENT di A.C.A.M. S.p.A. Tale progetto evidenzia inconsistenza su alcune parti fondamentali riguardanti l’aspetto socio-economico sia sotto aspetti riguardanti la Salvaguardia Ambientale del territorio con particolare riferimento alla localizzazione delle discariche di servizio FONDAMENTALI per chiudere finalmente il “CICLO DI SMALTIMENTO RIFIUTI”. L’impostazione del piano industriale approvato rileva infatti l’utilizzo della discarica di servizio di MANGINA (nel comune di Borghetto vara) e della discarica di SATURNIA SULLE COLLINE DEL LEVANTE senza precisare quali conferimenti siano previsti.

Osserviamo quanto segue:

1-Non sappiamo ancora se MANGINA verrà autorizzato dalla Regione Liguria considerati i notevoli rischi ambientali del sito(vedi presenza di 2 falde acquifere)

2-non si specifica nel piano come verrà utilizzata Saturnia e con quali conferimenti dopo la preventiva bonifica senza poi tener conto del già notevole scempio delle colline del levante con la presenza di altre 12 discariche.

Resta chiaro che esiste fortemente il rischio del fallimento di questo progetto per il PRESSAPOCHISMO su cui è fondato in alcuni punti che reggono tutta la la proposta,punti purtroppo sottovalutati dai consiglieri (si presume per opportunità politica del momento). Sono quindi evidenti le ricadute di rischio per i cittadini di La Spezia e per i cittadini dei quartieri del levante in particolare. Resta l’elemento principale della salvaguardia dei posti di lavoro;ma il tutto con un progetto vero e credibile senza esporsi al rischio di un’egemonia PRIVATA SU ACAM SpA e sulle componenti della società con ricadute relative all’aumento delle tariffe dell’acqua e/o con l’uso forzato di discariche e/o con l’emergenza della realizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti a forte impatto ambientale e sulla salute dei cittadini. Se non vogliamo mettere in conto che la fidejussione che il comune firmerà alle banche sarà un cappio di almeno 180 milioni che,finiranno anch’essi,sulle spalle dei cittadini sino al 2034 ovvero si parla di almeno 2 generazioni che dovranno pagare per la cattiva gestione di questo comune.

(Franco Arbasetti- Rita Casagrande)

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