Toto (s)nomine al Civico

Una sentenza clamorosa, quella che il TAR della Liguria ha emesso il 6 giugno: ha infatti sospeso per ora la nomina di Roberto Alinghieri alla direzione del Teatro Civico della Spezia. La sentenza definitiva è attesa per il 4 luglio, ma intanto i teatranti che avevano fatto ricorso possono già brindare. La motivazione lascia bene sperare per l’esito finale perché non solo il Tar ha riconosciuto la propria giurisdizione, ma si è altresì espresso in termini favorevoli sulla fondatezza del ricorso, seppur nella sommaria delibazione che caratterizza la fase cautelare.

Ricapitoliamo la vicenda, anche se a Spezia ormai lo sanno tutti. C’è da nominare il direttore del Teatro Civico e la giunta ha già i suoi candidati: l’Assessore Del Prato si fa scappare i nomi, che finiscono sui giornali. Ma qualcuno obietta: una procedura del genere non è corretta, bisogna fare una selezione.
La giunta decide allora, sulla spinta di un gruppo di appello per la democrazia e la trasparenza nella cultura, di lanciare un bando pubblico, che prevede una valutazione comparativa dei candidati. Procedura pubblica, trasparente (anche se lanciata in sordina, sotto le feste di Natale).
Ma lo sappiamo, i tempi sono duri, e un incarico così prestigioso, assegnato su base meritocratica (almeno lo si spera), fa gola a molti. Scatta il tam tam e si presentano 73 candidati. Dopo l’esame della commissione la short list ne comprende 46 (la corretta comprensione dell’inglese alle Istituzioni Culturali è un optional: short list è una lista breve, non un elenco sterminato...).

In cima alla graduatoria il nome dato dal preveggente assessore. Meglio della prova del nove!
C’è puzza di bruciato, ma l’assessore non si scompone, anzi. A marzo, non appena viene ufficializzata la nomina di Roberto Alinghieri, Del Prato si loda e s’imbroda:

La riorganizzazione del settore culturale sta procedendo secondo i programmi. (…) Un aspetto tengo a sottolineare con orgoglio: è la prima volta che le scelte si svolgono con procedure così trasparenti. Ora ci attendono altre scadenze.”

Pensate come avvenivano le scelte in passato, se la prima procedura “così trasparente” finisce immediatamente sotto la mannaia del TAR…
Alcuni dei candidati,  Dario Vergassola, Danela Ardini, Anna Maria Monteverdi, Antonella Questa e Oreste Valente, artisti e operatori assai apprezzati a livello nazionale, anche se un po’ spocchiosi, non ci stanno. La politica culturale della giunta lascia a desiderare, e questo verdetto è anche un affronto alla loro professionalità. Oltretutto la procedura “così trasparente” ha più di un’ombra, dai criteri, alla valutazione comparativa dei titoli presentati. E poi la composizione della commissione non è al di sopra di ogni sospetto: per esempio Carlo Repetti è il direttore artistico dello Stabile di Genova, che ha da anni tra i suoi scritturati proprio uno dei due vincitori: c’è dunque un forte sospetto di incompatibilità (e si avverte il rischio che Spezia diventi sempre più una colonia culturale del capoluogo).
Eccetera eccetera.
Insomma, il TAR legge e preannuncia la sentenza: “Il ricorso a un primo esame pare presentare elementi di fondatezza laddove censura sia la composizione della commissione che le modalità con le quali s’è svolta la valutazione dei titoli” e poi “Il TAR accoglie e per l’effetto sospende l’esecuzione dell’atto impugnato”


Il sindaco Massimo Federici non si scompone. In fondo a Spezia comanda lui, forse sperava in un altro esito per il ricorso sul Civico. Sappiamo che è sinceramente dispiaciuto per Roberto Alinghieri che  “rischia per la sua immagine”. E poi a La Speziaoggi e a una delle ricorsiste, il sindaco regala qualche battuta:
“Andatevi a vedere come fanno gli altri teatri a nominare i responsabili, vengono scelti discrezionalmente. Noi abbiamo fatto addirittura una selezione”.
Ma che cattivo il giudice del TAR! E certo, con questa grande argomentazione Federici, che dimostra così, ampia conoscenza del diritto amministrativo, poteva andare direttamente lui a difendere la causa.
Una dichiarazione tale merita qualche commento.
La reputazione dell’ottimo Alinghieri forse è a rischio ma solo perché, evidentemente, è stato mandato allo sbaraglio da una amministrazione che non lo sa difendere: tanto è vero che da marzo, l’assessore “Primula rossa” Del Prato, non ha nemmeno organizzato uno straccio di conferenza stampa per annunciare la sua nomina e presentare il suo programma. Abbandonato al suo destino.
Forse verrebbe da chiedersi però, se la reputazione a rischio non sia piuttosto, quella dell’amministrazione. Ma si! Lo sputtanamento è quello della giunta casomai non di Alinghieri. Una giunta e delle istituzioni culturali che non sembrano in grado di mettere in piedi un bando corretto se, come dice il giudice “si ravvisano motivi di fondatezza del ricorso”.
Ammesso che altre amministrazioni usino procedure diverse per assegnare incarichi pubblici nel teatro (ma si tratta di un’affermazione generica), queste sono corrette e trasparenti.
Che dobbiamo dirvi allora? Evidentemente ancora non avete capito come si fa: per cominciare, non annunciate i nomi dei vincitori prima che inizi la procedura e attenti ai conflitti di interesse e alla competenza…
Se poi il TAR vi dà torto, bisogna anche dirvi bravi? Se il Tar accoglie una sospensiva voi vi arrabbiate e non eseguite l’ordinanza?
Viene da chiedersi che cosa è successo, in questi mesi.

Poco più di un anno fa, il sindaco Federici, che aveva messo la cultura al centro del suo programma elettorale, si era lanciato in un altisonante proclama proprio su cultura e Teatro Civico: “Si è conclusa una fase. Sono cambiate condizioni, persone e tendenze. Dobbiamo guardare al futuro con coraggio e fare scelte radicali. Non è un problema di cartellone, ma si tratta di impostare un progetto che nel corso del mandato ci faccia cambiare pelle, mettendo in campo nuove strategie e rompendo incrostazioni. Le parole d’ordine sono un sistema che premi competenza e talenti, purché non spocchiosi.”
Ecco, questo avremmo voluto: non un teatrino un po’ ridicolo, come quello finito nel mirino del TAR grazie a un gruppo di intellettuali spocchiosi…
Ma il sindaco Federici non ha problemi e insiste: esattamente due giorni dopo la notizia dell’esito del ricorso, alla redazione di Laspeziaoggi regala una perla: “Alinghieri farà un ottimo lavoro, e sottolineo il tempo futuro.
Un’affermazione coraggiosa e radicale senza nemmeno attendere la sentenza definitiva del TAR .

E continuando di fatto a mandare allo sbaraglio il silenzioso Alinghieri…

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