Fiume Magra, parla il Comitato Pro-Scolmatore

Da qualche anno a questa parte ogni volta che piove tanto e il fiume Magra esonda, Bocca di Magra e Fiumaretta vanno letteralmente sott’acqua. C’è chi pensa che il problema possa essere risolto con un’opera di dragaggio, ma non tutti sono d’accordo. Alcune associazioni (tra cui Italia Nostra, il WWF e i Comitati Spezzini) si sono organizzate nel Comitato Pro-Scolmatore. Il canale scolmatore è una sorta di bypass idraulico, che permette in pratica di ridurre al massimo la portata del fiume nel momento della piena (link per i dettagli). Presidente del comitato è il dottor Fabrizio Pellistri, residente a Fiumaretta, che ci ha concesso un’intervista,  nel corso della quale spiega i perché della contrarietà al dragaggio e del sì allo scolmatore.

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Altra voce del comitato a favore dello scolmatore è la signora Grazia Bianchi, anch’essa residente a Fiumaretta, che spiega il motivo della preferenza per il canale scolmatore bagnato e fa il punto sui costi.

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Il dragaggio non risolverebbe il problema in maniera definitiva, sarebbe solo una soluzione temporanea: alla prima piena si sarebbe di nuovo punto e a capo, quindi non si comprende perché si cerchi di andare in quella direzione. Il progetto del canale scolmatore, invece, sarebbe la miglior soluzione. A oggi il Comitato ha raccolto circa 800 firme a favore della messa in sicurezza del fiume con la realizzazione dello scolmatore; questo progetto, tra l’altro, incontra il parere favorevole del Commissario straordinario della Provincia della Spezia, Marino Fiasella, che si oppone strenuamente al dragaggio del fiume. L’inutilità del dragaggio è dimostrata anche dalla relazione finale del DICAT dell’Università di Genova, che, a pagina 41, riporta che  avallare la tesi secondo la quale, attraverso un intervento, quello di periodici dragaggi, costoso e sostanzialmente inutile allo scopo conclamato, si ottenga un significativo beneficio per la difesa dalle esondazioni del tratto terminale del Magra, significherebbe illudere la popolazione rivierasca e parla di benefici che si ricaverebbero attraverso la realizzazione di un’adeguata opera di scolmo (link col documento completo).

Il canale scolmatore sarebbe, quindi, un’opera definitiva. Rimane il problema dei costi, che sono elevati, ma bisogna tener conto del fatto che il dragaggio sarebbe una spesa da sostenere ogni anno. Il Comitato si rivolgerà al ministro Andrea Orlando, che appare orientato verso l’ipotesi del dragaggio a compensazione, ossia la vendita del materiale ricavato.

L’importante, dice il dottor Pellistri, è che qualunque decisione si prenda, sia ponderata e soprattutto suffragata da ricerche importanti, come quella sopraccitata del DICAT.

L’auspicio del dr Pellistri è ovviamente anche il nostro.

Si ringrazia per l’aiuto Corrado Cucciniello dei Comitati spezzini.

 

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