Lega Nord Liguria: contrari alla discarica di Mangina

Ogni dato riportato, circa la collocazione della discarica di Mangina, denota in modo chiaro ed inequivocabile che il sito si andrebbe a inserire in una zona geologicamente definita fragile ed instabile, con terreno e sottosuolo permeabili, con la vicinanza di un affluente del fiume Vara e continui smottamenti tuttora in atto. Da non dimenticare, inoltre, l’alluvione del 2011. Da ultime indagini effettuate nel 2013, viene evidenziata la presenza di una falda a una quota superiore rispetto a quella precedentemente ipotizzata, con la conseguenza che i costi per la messa in sicurezza saranno più elevati rispetto a quelli inizialmente ipotizzati. Ma il dato più evidente è che la necessaria regimazione delle acque di falda è in contrasto con il Piano Provinciale, che cataloga come fattore penalizzante per la localizzazione di una discarica quelle aree dove, per realizzare interventi, occorrano opere di regimazione delle acque. Che il sito non abbia le caratteristiche necessarie a ospitare un discarica risulta già da una perizia rilasciata dal Prof. Raggi nel 1990, il quale aveva concluso che “le caratteristiche geologiche ed idrogeologiche locali non offrono le necessarie garanzie richieste per un sito da adibire a stoccaggio definitivo per rifiuti solidi urbani”.

Il Piano Provinciale elenca tra i fattori escludenti per i siti di impianti e discariche: 1) cartografabili, le aree a rischio idraulico; 2) per tipo di impianto – in questo caso discarica – aree a rischio idraulico, con tempi di ritorno duecentennali, e aree vulnerabili per acquiferi. Non viene rispettato nemmeno il criterio di prossimità o baricentricità, riportato dal Decreto Legislativo 205/10, in base all’articolo 182 bis, secondo il quale “il sistema impiantistico a scala di bacino deve permettere lo smaltimento dei rifiuti ed il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi”. Sempre nel Piano Provinciale, nella tabella dove vengono dati i punteggi per l’indicazione della validità economica del sito utilizzato come discarica, Mangina risulta quella con il punteggio più basso. L’unico dato che è in linea con la realtà del luogo, rispetto a quello che riporta il Piano Provinciale, è che l’area viene definita “di interesse naturalistico” e con vincolo di conservazione: non si può negare che Mangina faccia parte della Valle del Biologico, e che tutta la zona è definita il “Polmone Verde” della provincia.

Noi riteniamo che sia impossibile autorizzare questo scempio, in una zona che rientra in quel distretto biologico voluto dalla Regione, perché riteniamo che discarica e biologico non possano essere compatibili. La Segreteria Provinciale della Lega Nord Liguria di La Spezia è totalmente contraria a questa operazione e si rende disponibile a intraprendere ogni azione possibile per impedire la realizzazione di un progetto che, in questa zona, è assolutamente privo di logica, come peraltro dichiarato anche dal Capogruppo Lega Nord in Regione, Francesco Bruzzone, autore di una interrogazione in cui chiede un pronunciamento chiaro della Giunta in merito all’apertura della discarica.

 

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