I 40 anni dell’Acit: domani festa in Via Manin

L’Acit, associazione culturale italo-tedesca della Spezia taglia il traguardo di quattro decenni di attività e per festeggiarlo insieme agli spezzini, organizza per domani sabato 8 giugno in via Manin dalle 17,00 alle 20,00 una “ kleines Strassenfest”, una piccola festa di strada, con stand informativi sul mondo tedesco, a cura del liceo linguistico Mazzini e dell’Istituto Fossati Da Passano e un aperitivo a base di prodotti tipici della cucina teutonica, con brezeln, wurstel e birra. In serata, alle ore 21,30, ci sarà un concerto gratuito al palco della musica con il trio “Les Accordés” di Berlino, formato dalla soprano Teresa Hoerl, dalla fisarmonicista Yvonne Gruenwald e dal controtenore Christophe Villa.

Per l’occasione sarà in città il console tedesco a Milano dottor Jurgen Bubendey insieme alle autorità spezzine. Nella serata di sabato i ristoranti di via Manin proporranno nel loro menù almeno un piatto della tradizione gastronomica tedesca a scelta: dallo stinco ai Maltauschen, i ravioli di Stoccarda, dal Gulasch alla tedesca con paprika e cipolle allo Strudel di mele.

L’idea di una associazione che, come si legge nell’atto costitutivo redatto dal Notaio Roberto Ferrara il 12 giugno 1973, voleva promuovere la lingua e la cultura tedesca alla Spezia venne a due insegnanti di tedesco, le professoresse Umberta Volpi Arfaioli e Ruth Matthey Nicoletti e a due ufficiali di Marina, l’ammiraglio Renato D’Antonio e l’ufficiale medico Remo Bastagli. Renato D’Antonio fu il primo presidente sino alla prematura scomparsa nel 1976. L’associazione iniziò già nell’autunno del 1973 i primi corsi di lingua tedesca, che si svolgevano nella sede del circolo del castello san Giorgio in Corso Cavour. Insieme ai corsi di tedesco l’Acit iniziò a organizzare mostre, presentazioni di libri, concerti ed altre manifestazioni culturali per far conoscere la storia e la cultura tedesca alla Spezia. Alle attività dell’associazione si affiancavano quelle del comitato per la diffusione della lingua tedesca che organizzava corsi gratuiti di tedesco nelle scuole elementari e medie. In quegli anni molti docenti, ispettori e direttori scolastici si impegnarono per organizzare i corsi. Dopo la morte dell’ammiraglio D’Antonio la presidenza dell’associazione passò al professor Renato Caruso, docente e commercialista. “La mia doveva essere una presidenza provvisoria- spiega Caruso – ma come spesso capita in Italia il provvisorio diventa definitivo ed ho finito per guidare l’Acit per 21 anni fino al 1997” La presidenza di Caruso rappresenta un momento di forte riconciliazione fra la Germania e l’Italia. Come ricordò, infatti, Caruso, in occasione del conferimento della croce al merito della Repubblica Federale Tedesca nel 1997, il padre del docente, Silvio fu ucciso l’8 luglio 1944 a Sesta Godano in una rappresaglia compiuta dalle truppe nazi-fasciste. L’onorificenza conferitagli, come disse Caruso all’ambasciatore tedesco a Roma, fu un momento di superamento di quei fatti terribili della guerra.

Nel corso degli anni l’Acit ha organizzato, in collaborazione con le principali istituzioni culturali cittadine, in primo luogo l’assessorato alla cultura e l’istituzione per i servizi culturali del Comune, svariate iniziative culturali: dalla prima conferenza di Giovanni Vittorio Amoretti il 17 dicembre 1973 su “Goethe e la letteratura italiana” fino alla recentissima rassegna cinematografica “Diverso da chi” del febbraio – marzo 2013 sulla disabilità nel cinema italiano e tedesco. Attraverso le inziative dell’Acit gli spezzini hanno conosciuto meglio Bertolt Brecht, hanno apprezzato la grafica di Max Ernst, sentito parlare del movimento di resistenza tedesca al nazismo “la rosa bianca” dei fratelli Scholl, ammirato la xilografia di Kaethe Kollwitz o visto i film di Werner Herzog. Negli ultimi anni si sono sviluppate molte iniziative insieme alla città gemellata di Bayreuth.

L’associazione ha dato, infatti, una spinta importante, con l’Istituto tecnico commerciale Fossati-Da Passano, dal 1986 partner del liceo Richard Wagner di Bayreuth, affinché la città della Spezia si gemellasse nel 1999 con la città francone, terra di elezione del compositore tedesco.

Ma quali sono oggi i principali campi di attività dell’Associazione? “ In questi ultimi quindici anni- afferma Chiara Cozzani Fabbri, docente del liceo linguistico Mazzini e presidente dal 1997- abbiamo mantenuto le nostre priorità, il nostro schwerpuntkt per dirla in tedesco, coniugare la diffusione della lingua tedesca – prima lingua dell’Unione Europea per numero di parlanti- con iniziative culturali nel campo letterario, teatrale, musicale e cinematografico legate al mondo culturale tedesco (Germania, Austria, Svizzera,ecc), in sinergia forte con tutti gli altri principali soggetti culturali spezzini. La nostra è una realtà culturale del territorio a vocazione europea”.

A studiare tedesco in quasi quarant’anni dal primo corso iniziato il 7 novembre 1973 al circolo san Giorgio sono stati oltre duemila spezzini “Proponiamo corsi di vario livello- spiega la professoressa Patrizia Baracco, coordinatrice didattica e responsabile delle certificazioni per conto del Goethe Institut- dal livello principianti a quello avanzato di preparazione all’esame B1 ( intermedio) nel quadro della certificazione linguistica europea alla conversazione per gli avanzati. Proprio lunedì prossimo 10 giugno partirà un corso intensivo per principianti di 20 ore per 10 giorni, di immediata spendibilità. Negli ultimi anni, per effetto della crisi, sono aumentate le persone interessate ad imparare o rinverdire la conoscenza del tedesco, una possibilità in più per trovare lavoro”

Il rapporto economico italo-tedesco è fondamentale e conoscere il tedesco significa avere una chance in più “La Germania è il primo partner economico dell’Italia –evidenzia l’avvocato Fabrizio Dellepiane, componente del direttivo dell’associazione- il 16% delle merci importate in Italia sono made in Germany, mentre il 13% di tutte le esportazioni italiane finisce nella Repubblica federale. Secondo dati dell’ambasciata italiana a Berlino l’interscambio italo-tedesco vale oltre 100 miliardi di euro l’anno, il 7% del prodotto interno lordo italiano. Sapere il tedesco è una marcia in più per trovare lavoro, sia in Italia, sia nei paesi dell’area linguistica tedesca” 

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