Di Matteo, le minacce e la (non) protezione dello Stato.

Gliel’hanno detto e ridetto, a Nino di Matteo: qualcuno lo spia e lo vuole morto. Ma chi? Dopo la prima lettera minatoria, nella quale si faceva riferimento a Matteo Messina Denaro (il boss superlatitante) si parlò di rafforzamento della scorta. Che, in realtà, è assolutamente insufficiente, come denunciato da varie testate giornalistiche, (articolo del Fatto Quotidiano, ripreso da 19luglio1992). La terza auto concessa alla scorta del Magistrato non è blindata e i tombini sotto casa sua non sono piombati in maniera sufficiente, chiunque potrebbe infilarvi dell’esplosivo, tanto per fare due esempi. Sotto casa della mamma del giudice non è ancora stata attivata una zona rimozione auto: ricordiamo che questo successe nel 1992 al giudice Borsellino e tutti sappiamo come andò a finire.

Perché Di Matteo, così in pericolo, non viene adeguatamente protetto? Perché la politica (a parte qualche voce isolata) tace? Chi vuole morto il dottor Di Matteo? Chi vuole innervosirlo in questo periodo così delicato per lui? Il 27 giugno si terrà la terza udienza del processo sulla Trattativa Stato-mafia mentre a luglio potrebbe arrivare la sentenza del Mori-Obinu (link); Di Matteo è PM in entrambi i processi, che indagano sui rapporti tra Cosa Nostra e pezzi deviati dello Stato e delle istituzioni.

Salvatore Borsellino da tempo cerca di tener viva l’attenzione sui magistrati del pool palermitano e due giorni fa Giorgio Ciaccio, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Regione Sicilia, ha scritto un appello, invitando il sindaco Orlando e il Capitano della polizia di Palermo ad attivare zone di rimozione nei luoghi frequentati dal PM (testo completo). “Basta poco“, dice Ciaccio e basterebbe poco davvero. Se solo lo si volesse. Oggi, però, il Comune di Palermo gli ha risposto che certe questioni non sono di competenza del Sindaco, bensì del Comitato di Ordine Pubblico. Davvero Orlando non può fare nulla?

Intanto il tempo passa e Di Matteo continua a essere in pericolo, assieme alla moglie, ai due figli ancora piccoli e alla sua scorta. Perché?

 

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