Una chiacchierata con Andrea Costa, sindaco di Beverino

Abbiamo iniziato un giro di conoscenza con i sindaci della provincia spezzina. Iniziamo con Andrea Costa, 40 anni, al suo secondo mandato nel Comune di Beverino.

Spazzatura, in giro non se ne vede, nemmeno nelle strade interne… Come fate?

Siamo fortunati, abbiamo una bella squadra di operai, che tra l’altro è stata ora rinforzata grazie ai cantieri scuola. Per i comuni colpiti dall’alluvione del 25 ottobre 2011 la Regione ha messo a disposizione delle risorse per attivare i cosiddetti cantieri scuola, cioè avere delle persone in più a disposizione. Questi operai un giorno sì e un giorno no fanno il giro dei bidoni per raccogliere i sacchetti all’esterno e li portano in altri bidoni semivuoti, perché purtroppo spesso le persone trovano il bidone pieno e anche se ce n’è uno vuoto poco distante lasciano lì il sacchetto.

L’Acam passa?

Purtroppo non come dovrebbe… Dovrebbe passare tre volte a settimana, passa una, massimo due volte. Infatti siamo preoccupati perché, soprattutto in alcune frazioni, ogni anno in estate c’è aumento del carico insediativo, quindi anche un aumento della produzione dei rifiuti. Se sommiamo anche l’aumento delle temperature, diventerà un problema. Per ora riusciamo a tenere abbastanza pulito, anche perché abbiamo cercato di diminuire il più possibile i punti di raccolta lungo la strada; ci siamo resi conto che averli lì è motivo di abbandono dei rifiuti. Quindi li abbiamo concentrati nelle strade secondarie e, cosa non da poco, abbiamo messo anche le telecamere. Abbiamo un sistema di videosorveglianza non in tutti i punti, perché con un territorio di circa 40 km quadrati sarebbe molto difficile, Abbiamo installato le telecamere in punti secondo noi più sensibili e questo ha avuto degli effetti positivi.

Ma è vero che è in progetto un canile nel vostro Comune?

La vecchia amministrazione, quella che c’era prima di me, aveva individuato un’area vicino a Memola, un’area che poteva anche avere caratteristiche adatte, però in realtà il progetto è stato abbandonato, anche perché parliamo di interventi per i quali il pubblico non ha le risorse, è necessario che intervengano i privati. Il discorso canile potrebbe essere un argomento di attualità, anche perché noi come Comune spendiamo parecchio per i nostri cani. Quando un cane viene trovato nel territorio comunale e mandato a un canile, la retta è a carico del Comune, spendiamo circa 20mila euro l’anno per i cani, li portiamo al Pezzino. La questione cani da noi è molto sentita, perché siamo vicini all’autostrada e quando un cane viene abbandonato lì, è facile che arrivi in paese.
Da tempo abbiamo avviato questa iniziativa: se un cittadino adotta un cane trovato nel territorio, il Comune gli dà un contributo ogni anno per il mantenimento, fino alla morte del cane. Costa di meno che mantenerlo in canile. In realtà secondo me il contributo dovrebbe fermarsi al primo, secondo anno, perché il cane dovresti prenderlo perché ti piace, non perché è gratis.

Il Postino, i farmaci agli anziani e un quadro di Tomaino.

Anni fa si svolse un incontro in Comune con i dirigenti di Poste Italiane, era il momento in cui nel nostro territorio c’era la razionalizzazione che vedeva la chiusura di uffici postali. Qui ce ne sono tre e siccome io sono convinto che in un paese come questo l’ufficio postale abbia una funzione sociale, soprattutto per gli anziani, provammoa pensare a quali potessero essere le iniziative per avviare una collaborazione più stretta con Poste Italiane. Da lì ci venne l’idea del postino che consegna i farmaci a domicilio. E’ tuttora in vigore e fummo il primo comune in Italia. La consegna è gratuita per tutti i cittadini. Al comune costa circa 3000 euro all’anno e considerando che abbiamo circa 2500 abitanti, con poco più di 1 euro pro-capite all’anno abbiamo questo servizio, che è nato pensando agli anziani, alle persone sole (abbiamo una sola farmacia, difficile da raggiungere per chi sta nelle frazioni,a 10-15 km). Prima queste persone, per prendere i farmaci, dovevano contare su amici o parenti, ora le abbiamo rese autonome e indipendenti. E il servizio può essere usato da chiunque, non solo anziani.

Tomaino lo coinvolgemmo quando ci fu il primo anniversario e fece questo quadro: infatti ci sono le buste, che però sono anche case.
Abbiamo messo al di fuori degli uffici postali delle cassette dove vengono messe le ricette, le prescizioni mediche. Ce le mette anche il medico stesso. Alle 9 il messo comunale fa il giro, prende le ricette, le porta in farmacia e alle 11 il postino passa in farmacia a ritirare le medicine. Se c’è da pagare il ticket, l’utente lo paga direttamente al postino. Le ricette nella cassetta le mette direttamente il medico: se viene a farti la visita a domicilio, anziché lasciare la ricetta al paziente la imbuca direttamente. O, nel caso di malattie croniche, che necessitano farmaci ricorrenti, basta che l’utente telefoni al proprio medico, che lascerà la ricetta. Le varie frazioni non sono collegate da mezzi pubblici, perché i numeri degli spostamenti sono molto esigui, non converrebbe a livello di spesa.

I progetti con l’Università di Genova.

C’è un’area di 150 ettari, a oggi non utilizzata, un tempo probabilmente destinata all’agricoltura. Ci siamo chiesti se potessimo creare progetti destinati ad attrarre capitale privato e che potessero fungere da catalizzatore. Abbiamo coinvolto l’Università di Genova, è stata una bella esperienza, i ragazzi poi hanno fatto il sito del comune. Questi ragazzi erano liberi da vincoli burocratici. Come l’ambiente può diventare una risorsa? Non abbiamo dato indicazioni, i ragazzi erano liberi. Ora siamo in fase di revisione del piano regolatore. Due sono le idee che potrebbero essere realizzate, tra quelle proposte.
Una è quella del golf. Ci sono forti interessi da parte dei privati e a noi interessa molto. Siamo favorevoli. Il progetto è andato avanti rispetto alla proposta degli studenti, siamo sicuri che potrebbe essere attrattivo non solo per il nostro comune, ma anche per la provincia. Un impianto di golf porterebbe turismo, occupazione e tra l’altro parliamo di un intervento non invasivo dal punto di vista ambientale.
L’altro progetto realizzabile è quello legato alla produzione di energia elettrica e bioagricoltura (link); con questo potremmo avviare la produzione di latte, che al momento importiamo da Varese Ligure.

Questi progetti sono entrambi realizzabili?

Sì, perché per il golf potrebbe essere disponibile anche un’altra area.
Altri invece non realizzabili: il progetto acqupark è affascinante ma le condizioni climatiche del posto non lo consentono. L’autodromo sarebbe troppo invasivo.
Il progetto sul turismo low cost non è realizzabile perchè parte di quell’area è esondabile.

La Scuola.

C’è un unico complesso scolastico, con asilo ed elementari. Le medie sono a Riccò. Sono 6 anni che abbiamo il trend di nascite in crescita. L’apertura del traforo, con il collegamento più facile per la città, ha favorito l’aumento di popolazione. Gente che lavora in città, ma ama la natura e la tranquillità in 10-12 minuti arriva a Spezia.
Abbiamo coppie giovani, 15-16 nati all’anno. Ogni anno nasce una classe, in pratica. La scuola è nuova, è nella frazione di Beverino. Due anni fa abbiamo anche completato la realizzazione dello stadio e 150 bambini oggi frequentano la nostra scuola calcio, vengono da tutta la Val di Vara.

Il Parco Giochi che il 4 giugno verrà intitolato a Sabin. (wikipedia)

L’area che lo ospita anni fa era un bosco, l’abbiamo acquistata come comune e sfoltita un po’: dentro ci sono la palestra nel verde, i campi da bocce e due parchi giochi. Tutto è gratuito e utilizzabile da tutti. Nella bella stagione le persone arrivano anche da Spezia. Vicino c’è anche un centro polivalente, con campo da calcetto, pallavolo e tennis, anche questo completamente gratuito e sempre aperto; è un po’ il concetto dei vecchi oratori, lo gestisce la Pubblica Assistenza.

Vorrei sottolineare la forza del binomio sport e solidarietà: io sono un maratoneta e nel cuore mi porto una maratona cui ho partecipato per raccogliere fondi a favore di una onlus: oltre 260 persone hanno donato e raccolto 15.000 euro finalizzati all’acquisto di mezzi per il trasporto di malati oncologici.

Sanità.

Sono 20 anni che si parla del nuovo ospedale e non se n’è ancora fatto nulla. Io sostengo la necessità di piccoli ambulatori in ogni paese, per evitare che l’ospedale principale della provincia venga congestionato. Si dovrebbe investire molto di più sui servizi nel territorio e offrire buoni collegamenti con l’ospedale.

Paola Settimini e Claudia Bertanza

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