Simonetta Lamberti, vittima innocente di camorra

Simonetta Lamberti era nata a Napoli il 21 novembre del 1970. Il 29 maggio del 1982 stava tornando a casa dal mare, a Cava de’ Tirreni, assieme al padre, il giudice Alfonso Lamberti, Procuratore di Sala Consilina. Un sicario della camorra sparò per uccidere il giudice, ma la pallottola colpì lei, Simonetta, uccidendola. Aveva poco più di 11 anni, una vita davanti. Simonetta è ricordata come la prima bambina vittima innocente durante la spietata guerra di camorra degli anni ’80.

I primi processi non portarono a nulla: le indagini sulla morte sono state riaperte nel novembre 2011 dopo le testimonianze di un pentito, Antonio Pignataro che ha dichiarato di essere presente quel giorno. “Simonetta l’abbiamo uccisa noi, per errore“. (fonte: ilmattino.it)

Una morte assurda e terribile, devastante per la famiglia Lamberti. Oggi la sorella Serena, che non ha mai conosciuto la piccola Simonetta, ne porta avanti la memoria. Il nome di Simonetta viene ricordato ogni 21 marzo, durante la manifestazione di Libera per la Giornata delle Vittime di mafia. A lei sono stati intitolati lo stadio di Cava de’ Tirreni e la Biblioteca del Museo del Mare di Bagnoli.

Ho voluto parlare di Simonetta perché la sua è una storia poco conosciuta, che andrebbe invece raccontata, perché è importante fare memoria, parlare delle vittime innocenti, visto che a volte si sente dire che “tanto si ammazzano tra di loro“.

La mafia non esiste, dice qualcuno. Esiste, ma dobbiamo convinverci, dice qualcuno. E non se ne deve parlare, dice ancora qualcun altro.

La storia di Simonetta ci insegna che di camorra si muore. Anche per errore.

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