Piazza della Loggia, strage senza colpevoli

Il 28 maggio 1974 a Brescia, in Piazza della Loggia, era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, indetta da sindacati e dal Comitato Antifascista. Alle ore 10:12 esplose una bomba che uccise in tutto 8 persone e ne ferì 102. Si parla di attentato di matrice neofascista, all’interno della strategia della tensione.

Nel corso degli anni e dei vari processi (tre istruttorie) si è sfiorato il sospetto di un coinvolgimento dei Servizi Segreti e di apparati dello Stato, anche alla luce di intralci istituzionali nelle indagini. A oggi, la strage di Piazza della Loggia non ha colpevoli. Infatti la terza istruttoria, conclusasi con la sentenza della Corte d’Assise d’Appello nell’aprile dello scorso anno, ha assolto tutti gli imputati e condannato le parti civili del processo al rimborso delle spese processuali. Spese che, secondo la decisione del Governo Monti (16 aprile 2012) sono a carico dello Stato che, assieme ai parenti delle vittime, si era costituito parte civile.

Un’altra strage senza colpevoli, senza giustizia: e intanto sono passati 39 anni. Una vita. La storia italiana ci ha abituato alle stragi senza colpevoli, senza mandanti né esecutori, ma Piazza della Loggia è un record anche per la nostra giustizia.

La cronologia dei processi: link.

Nell’esplosione morirono:

Giulietta Banzi Bazoli, anni 34, insegnante
Livia Bottardi Milani, anni 32, insegnante
Euplo Natali, anni 69, pensionato
Luigi Pinto, anni 25, insegnante
Bartolomeo Talenti, anni 56, operaio
Alberto Trebeschi, anni 37, insegnante
Clementina Calzari Trebeschi, anni 31, insegnante
Vittorio Zambarda, anni 60, operaio

 

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