Il Premio Pax Dantis al filologo Federico Sanguineti

Il Pax Dantis, il Premio per il pensiero filosofico di Pace Universale assegnato ogni anno dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD), è stato conferito all’illustre filologo Federico Sanguineti, ordinario presso l’Università di Salerno.

Il riconoscimento, che ha già visto riconosciute nelle precedenti edizioni personalità come Souad Sbai, Claudio Bonvecchio, Magdi Cristiano Allam, Hafez Haidar e Vittorio Sgarbi, ha avuto luogo nel corso di una Cena d’Onore organizzata dal Lions Club Lerici-Golfo dei Poeti.

Federico Sanguineti, figlio del grande poeta Edoardo, è autore dell’ultima determinazione del testo critico della Divina Commedia. L’ospite d’onore si è impegnato in una seguitissima Lectio Magistralis sul tema “Dante e la (Ma)Donna“, improntata alla straordinaria emancipazione del lato femminile del mondo nel sistema di pensiero dantesco.

Sanguineti ha ricevuto la medaglia d’oro del Pax Dantis dalle mani del presidente del CLSD, il dantista spezzino Mirco Manuguerra, per l’aforisma: «Un poeta sublime della tradizione patriarcale, Virgilio, cantava l’Armi e l’Eroe. Dante l’opposto: la Pace e la Donna».

Si è trattato di uno dei molti appuntamenti imperdibili a cui ha ormai abituato il Centro Lunigianese di Studi Danteschi. Federico Sanguineti, già ospite del CLSD in occasione del Congresso del Centenario “Dante e la Lunigiana” nel 2006 (VII Centenario della Pace di Castelnuovo), ha appoggiato la proposta di una variante al testo del Canto VIII del Purgatorio avanzata dal CLSD medesimo: si tratta della miauscola sull’appellativo “l’Antico” riferito al marchese Corrado, capostipite del ramo ghibellino dei Malaspina.

Nel corso della serata d’onore si è tenuto anche un concerto di musica classica per il coinvolgimento del “Wagner La Spezia Festival”, fresco di una grandissima serata al Circolo Ufficiali della Marina ‘V. Veneto’. Di scena sono stati il tenore villafranchese Alessandro Bazzali, la soprano parmense Francesca Rossi Del Monte e il maestro Fabrizio Cassi, direttore del Teatro Regio di Parma. Il programma del concerto ha pervisto l’Apertura con l’Inno di Mameli (duetto) e poi una sequenza mirabile: l’Ave Maria di Schubert (soprano); il Nessun Dorma dalla Turandot di Puccini (tenore); il Tema di Elsa dalLohengrin di Wagner (soprano) e l’Ave Maria di Gounot (tenore). Gli artisti hanno offerto il bis con La fatal pietra…o terra addio (duetto), tratto cocnlusivo dell’Aida di verdi ispirato al tema della Pace. Ha chiuso la serata il brindisi all’ospite d’onore, con le note e il canto del celeberrimo Libiam nei lieti calici(duetto), ancora da Verdi, la Traviata.

Il presidente del Lions Club Lerici Golfo dei Poeti, dott. Renzo Cardini, si è detto molto soddisfatto dell’impegno culturale del Club, ormai portato a frequentazioni di livello nazionale.

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