Stato-mafia, domani inizia il processo.

Ci siamo. Domani, lunedì 27 maggio, alle 9:30 nel carcere Pagliarelli di Palermo, si svolgerà la prima udienza del processo sulla cosiddetta Trattativa Stato-mafia; in realtà la dicitura esatta è “attentato al corpo politico dello Stato”. La trattativa non può più dirsi presunta, come ancora si sente ogni tanto. Infatti c’è una sentenza del collegio giudicante di Firenze del marzo 2012 ( condanna di 15 boss per la strage di Via dei Georgofili) che dice, in prima pagina: “Una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non da uomini di mafia“. Anche il Procuratore di Palermo, Francesco Messineo, interrogato dalla Camera il 17 luglio 2012, ha affermato che “la trattativa tra lo Stato e la mafia c’è stata ed è stata reale“.

L’indagine è stata avviata nel 2009: parte fondamentale è l’ormai famosissimo papello, un elenco di richieste da parte di Cosa Nostra allo Stato. Il papello fu citato per la prima volta da Massimo Ciancimino(vedere qui per il contenuto).

L’udienza preliminare, conclusasi il 7 marzo scorso, ha visto il giudice Piergiorgio Morosini disporre il rinvio a giudizio dei 10 imputati: per quanto riguarda i mafiosi Leoluca Bagarella, Totò Riina, Giovanni Brusca e Antonino Cinà; per ciò che riguarda la politica l’ex ministro Nicola Mancino (accusato di falsa testimonianza) e l’ex senatore Marcello dell’Utri; per le istituzioni i generali dei Carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni e l’ex colonnello Giuseppe De Donno; imputato anche Massimo Ciancimino (per lui l’accusa è di calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro). L’ex ministro Calogero Mannino aveva chiesto di essere giudicato col rito abbreviato e il giudice Morosini ne ha stralciato la posizione. Ancora sospesa la posizione di un altro celebre imputato, Bernardo Provenzano, che è gravemente ammalato. Il boss sta scontando il 41 bis nel carcere di Parma.

L’accusa del pool di Palermo, guidato dall’ex PM Antonio Ingroia e formato da Antonino Di Matteo, Lia Sava, Roberto Tartaglia e Francesco del Bene, è la seguente: “”Gli imputati hanno agito per turbare la regolare attività dei corpi politici dello Stato Italiano e in particolare del governo della Repubblica”.

In occasione dell’inizio dell’udienza preliminare, lo scorso 29 ottobre, il Movimento delle Agende Rosse organizzò un presidio davanti al Pagliarelli, per esprimere sostegno ai Magistrati. Domani l’udienza sarà a porte aperte e Salvatore Borsellino (parte civile al processo) ha invitato i cittadini a partecipare , ma in silenzio e senza simboli di alcun tipo. (l’appello).


 

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