Incontro con il filosofo Carlo Sini alla Spezia

Nell’ambito di Parole di Giustizia è intervenuto stamani, domenica 26 maggio al Centro Allende, il filosofo CARLO SINI a parlare dell’essenza della democrazia. Un appuntamento prezioso per ascoltare uno dei massimi pensatori italiani. Personalmente mi è capitato poche volte di ascoltarlo in conferenze ma ho letto con grande piacere alcuni suoi libri su Oralità e scrittura e sul mito della caverna di Platone. Riportiamo alcuni brani della conferenza, ricca di spunti attualissimi partiti da Platone e Kant, che ha toccato il tema dell’essere cittadino e del “diritto all’essere cittadino“.

“Non voglio dare indicazioni fondative ma chiediamoci cosa e’ bene comune nel vivere quotidiano, visto che è sempre più oggetto di riflessione.
Partiamo da Platone, nella “Repubblica” affronta la questione senza retorica  (perché il pericolo è dire cose belle e buone ma lontane dalla vita quotidiana, dal risultato). Platone si fa interprete di una mentalità del mondo greco, e la sua risposta a: Cosa è il bene comune,  è che l’ uomo vive bene se non e’ oggetto di offese: non e’ un richiamo alla difesa della vita, della giustizia, ma a quell’ inquietudine che nasce dalla paura di essere intollerabilmente offeso, quando qualcuno esercita una supremazia sull’altro in modo che l’altro non possa difendersi, e ciò è insopportabile. Io devo abbassare la testa. La pleonexia è l’appetito del potere. L’ordine politico non si deve basare sulla pleonexia.

Io la domanda la  articolo in 4 modi, senza pretesa di teoria.

1 Non si deve essere offesi nella vita

2 Non essere offesi nella dignità

3 Non essere offesi nella proprietà

4. Non essere offesi nei diritti costituiti della città, diritti costituiti che sono mutevoli nel tempo

Sono 4 elementi che in qualche modo circoscrivono il diritto del cittadino: non c’è costituzione politica a noi nota che non si fondi su garanzia di vita, dignità, magari diversa oggi dalla Roma antica, ognuna ha infatti un suo ethos nel senso di abito, comportamento, maschera sociale che ognuno indossa; non c’è costituzione che non condivida la proprietà non privata ma la proprietà della propria vita, poter decidere della propria vita, dell’aver figli, proteggerli, proprietà di ciò che è proprio dell’uomo. E poi i diritti. 

Questa è la figura del cittadino, non si vive bene se questi 4 elementi non sono rispettati. Questi sono i diritti che si ritrovano nelle comunità umane. Il cittadino e’ depositario di diritti; il  popolo e’ tradizione, storia. Le quattro articolazioni si determinano nella storicità di quel popolo, di quella nazione, di quel tipo di società, gerarchia, classe sociale. Quando non sono ben articolati, il vivere bene e’ un vivere male.

Bisogna prendere le distanze da un luogo comune diffuso, cioè quello che dice che “ci siamo riuniti in società per avere salva la vita”, come in Hobbes che dice che l’uomo e’ belva solitaria, non è entrato nella società volontariamente, ognuno rischia la vita e per evitare la morte si entra nella società. Questo è solo parzialmente vero.

La vera questione è: non essere offesi, non si vive per vivere ma per trascendere la vita. Per la prole, l’animale rischia la vita per la prole, gli uomini primordiali erano più prede che cacciatori, certamente mettersi insieme aveva il senso della salvaguardia della vita. Nel senso della declinazione dell’ etica umana, la vita umana di cittadino vuole la dignità, il rispetto. L’uomo non può” tollerare delle cose, e la prima norma e’ non uccidere.

Il senso della storia umana secondo Kant, ha come meta “estinguere il conflitto” e porre al posto del conflitto la negoziazione. Ma non è  la salvaguardia della vita che crea una società, ma la salvaguardia della dignità: ci sono cose che non possiamo accettare, di fronte alle quali dobbiamo indignarci, c’e qualcosa più grande della nostra vita.
Platone diceva “Se avesse ragione Cratilo e tutti i violenti, che il più forte vince, non si costituirebbe neanche una comunità di ladri” : un certo patto ci deve essere sempre,  in cui uno riconosce a un altro la sua funzione...questo e’ il fondamento della società umana, della dignità di consocio, di una consocietà pur nelle differenze della società: ci sono norme di buon vivere.
Cosa è intollerabile? Cosa lo e’ per la mia comunità? Ci sono cose che mi sono dovute, non solo la vita, ma i diritti.
E’ una cosa intollerabile se viene lesa la maestà dell’individuo e del cittadino:la pleonexia non deve infrangere alcune norme di vita del cittadino.
Questo va a toccare il rapporto tra etica e politica, che non può mai essere una mediazione tra interessi contrapposti

 

 

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