La mostra del mese: Nam June Paik a Modena

Entusiasmante, ricca, colorata, divertente, colta, insomma: imperdibile. Di che parliamo? Della mostra curata da Marco Pierini, Serena Goldoni e Silvia Ferrari per conto del COMUNE DI MODENA sul giocoliere elettronico Nam June Paik ovvero del padre della videoarte mondiale, il coreano che ci ha fatto vedere la TV sotto altri occhi da quando, dopo aver esposto 13 Tv distorte con un magnete a Wuppertal nel 1963, compra lui stesso una telecamera e inizia a pensare a un altro uso delle immagini elettroniche. Con un Portapack della Sony appena uscito in commercio si immagina un’altra TV, insomma quella che vediamo nel 1973 in un suo video-manifesto GLOBAL GROVE, una TV fatta di colorizzazioni elettroniche, chromakee, zapping. Da qua prende il via il genere del videoclip portato alla ribalta Tv da MTV.

Dissacrante, un vero funambolo del pennello elettronico con lo spirito tagliente di un Duchamp tecnologico, di un Beuys urbanizzato, di un Warhol dotato di parola e pensiero e non solo di fantasia, di un Cage mescolato a Lichenstein, che fa assemblage di televisori come Arman e César all’epoca del noveau realism li facevano di carcasse di automobili o di altri oggetti, PAIK reinvennta la corrente FLUXUS e la porta ai suoi massimi livelli.

Qua i transistor, le vecchie radio, le pianole,le bobine di registrazione, i magnetofoni,  sono occhi, bocche, orecchie di figure tecnoumanizzate e nel titolo testimoniano il suo amore per il bel canto, per l’Italia: Maria Callas e Giuseppe Verdi. Poi ancora vecchie Tv che diventano “lari” religiosi, svuotati del tubo catodico e delle valvole, e riempite di una candela accesa, rendono l’atmosfera di un altare sacro! Sacro e profano anche quando mette insieme Buddah con un’immagine pornografica. Una sezione speciale è dedicata alle performance di Paik con Charlotte Moorman la mitica musicista che indossa mini Tv al posto del reggiseno, in TV BRA, le vibrazioni del cui violoncello alteravano le immagini video collegate. Una mostra davvero ben progettata e allestita, dislocata tra la palazzina dei giardini pubblici e la galleria civica. Imperdibile.

Fino al 2 giugno 2013.

www.galleriacivicadimodena.it

 

 

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