PRC La Spezia: “Sulla gestione del territorio il ministro Orlando sbaglia obiettivi”

Il ministro Orlando illustra le sue linee programmatiche con un’enfasi che traspare la sua voglia di fare, ma che cela tutte le contraddizioni di un governo in cui c’è tutto ed il contrario di tutto. Dalla sua relazione in commissione Ambiente emergono alcuni aspetti importanti, sui quali intendiamo esprimere le nostre critiche e perplessità, a partire dal tema delle politiche di gestione del suolo, prioritarie per un territorio come quello spezzino, lacerato e dilaniato ad ogni pioggia.
Prendiamo atto che tra le priorità del neoministro c’è lo stop al consumo del territorio e alla cementificazione ulteriore. Lo riteniamo una vittoria di quell’area politica e culturale che da anni chiede di fermare il consumo di suolo (soprattutto agricolo) in ragione di cementificazioni inutili, in ragione della quantità enorme di abitazioni sfitte presenti sul territorio, di un mercato saturo. Tuttavia è evidente che tale possibilità contrasta visceralmente con la realtà spezzina: dall’outlet di Brugnato alla piana di Marinella la colata di cemento è già ampiamente prevista, talvolta auspicata da molti colleghi di partito del ministro Orlando, senza contare i tanti comuni spezzini che hanno da decenni piani urbanistici scaduti, ma che nonostante questo continuano a consentire cementificazioni, in ragione di bilanci comunali che vengono redatti sulla scorta degli oneri di urbanizzazione.
Il ministro Orlando sta perdendo l’ennesima occasione per puntare su una rivoluzione culturale vera e propria, perché nelle sue parole non c’è ancora la convinzione che la vera “grande opera” per l’Italia debba essere un Piano nazionale di Riassetto idrogeologico attraverso la messa in salvaguardia del territorio, un investimento dai larghi orizzonti che farebbe risparmiare miliardi a lungo termine, che farebbe uscire il nostro paese dalla continua emergenza (che costa 10 volte più della prevenzione) e che garantirebbe uno sviluppo occupazionale importante. Rifondazione comunista alla Spezia, in tempi non sospetti, chiese che nel piano industriale di Acam fosse previsto un rilancio delle proprie attività legate al dissesto idrogeologico, in relazione alle competenze maturate da Acam in tema di conoscenza del territorio stesso.
Siamo infine lieti che il tema della Partecipazione sia parte integrante dei convincimenti di Orlando, tuttavia ci permettiamo di suggerire al ministro che proprio nella nostra provincia questa forma di coinvolgimento, soprattutto nelle scelte di politica di gestione del territorio, non solo è latitante, ma sistematicamente avversata dalla classe dirigente locale, soprattutto del Pd, basta vedere come si sono sviluppati i progetti di trasformazione alla Spezia (Waterfront, Scalinata Cernaia, Piazza Verdi, ecc). A questo aggiungiamo che su questi temi fondamentale sarà il contributo della conoscenza e della ricerca, ragion per cui ogni processo di salvaguardia dovrebbe accompagnare lo sviluppo della ricerca in questo settore. Alla Spezia non si fa altro che parlare del polo universitario. Ministro, faccia lei 2+2.
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