Sculture a tempo

Oggi sono passato in Piazza Saint Bon e ho visto la nuova installazione, quella che sorge dai fiori rossi in mezzo alla rotonda.
Una specie di punta appuntita che emerge dalla piazza rotonduta, riassumendo la dinamica delle forme.
Pensavo, in modo preconcetto lo ammetto, che questa punta appuntita mi facesse totalmente schifo. Ma era un pregiudizio dovuto a delle foto un po’ così. E infatti devo dire che no, non mi ha fatto per niente schifo appena ci sono passato. Ho persino parcheggiato, per poterla fotografare ed osservare meglio. Per dire, la punta ha avuto una specie di forza di attrazione su di me, con tutti questi bassorilievi, il contrasto cromatico fra il rosso dei fiori e il bianco del marmo. E per un attimo devo dire che mi è piaciuta. Ho anche cambiato angolazione, fermandomi per qualche minuto in quel punto di strada dove tendenzialmente si passa, o con la macchina, o a piedi, per andare in altri punti della città. Non è un punto di sosta quello lì proprio, la piazza vicina sì, ma quello no, è un snodo rotondoso con una punta appuntita.
E qui è iniziata l’evoluzione della percezione dell’installazione puntuta. Infatti, dietro, e davanti, in prospettiva, ci sono un sacco di pali, verdi, grigi, grigetti, alti, medi, bassi, e piano piano, guardando lì verso il centro, verso il coso puntuto, questo, magicamente, ha iniziato a sparire, a mischiarsi al magma di cose che c’era di fronte e di dietro, a diventare un po’ palo della luce, un po’ palo segnaletico, un po’ albero, un po’ niente, un po’ coperto dal bus, poi dalla macchina, poi mi son distratto perchè un paio di persone hanno fatto la rotonda a piedi in una crisi di identità sull’essere uomo o macchina, poi dopo è diventato basso, è scomparso, a un certo punto ho fatto caso al fatto che ci sono tutte le bandierine appese in via Fiume, e il mio cervello mi ha comunicato la parola “crocieristi”, e stavo per comprare un souvenir, un yoyo a forma di cattedrale di piazza Europa.
Insomma, la scultura, dopo qualche minuto che ero lì, mi è scomparsa da sotto agli occhi, non ci ho fatto più caso. Opinione da semplice osservatore, niente di più, ma è proprio scomparsa, come quelle cose che sono lì da tempo e non le usi mai e non le vedi più, così. Magia o cosa?
Me ne sono fatto una spiegazione, questa: è una scultura a tempo. Chiaro. Infatti dove la hanno messa? In mezzo a una rotonda, mica in mezzo a via Prione. Nella rotonda ci passi, guardando ovunque per evitare accozzate con gli altri mezzi, quindi vai per dove stavi andando. E in quel tempo, meno di un minuto, la scultura agisce, la guardi, occupa il pensiero il giusto spazio-tempo, la apprezzi fino al suo tempo limite, prima che inizi a scomparire, a diventare inutile. C’ha una scadenza, di qualche minuto.
Dopodichè non ci fai più caso, non è più ne’ brutta ne’ bella; semplicemente, non è.
Fino a che magari qualcuno non la tirerà giù, tipo la statua di Stalin a Budapest, durante la rivoluzione Ungherese, e ci scriverà sopra “w.c.”. Con il pennarello indelebile. Che con i fiori appassiti comunque fa un bel contrasto.

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