Comune e CSI, accordo siglato

Comune della Spezia e Comitato Solidarietà Immigrati hanno sottoscritto la Convenzione per la realizzazione di interventi a favore della popolazione immigrata. Tale convenzione è conseguenza dell’aggiudicazione di un avviso di selezione riservato alle associazioni di volontariato.

Il CSI è una realtà nata più di vent’anni fa e unica in Italia per le sue caratteristiche associative. È costituito da volontari provenienti a loro volta da differenti esperienze dell’associazionismo e, soprattutto, da cittadini immigrati. Opera nell’ambito dell’integrazione, dei servizi verso le persone immigrate e svolge una funzione di stimolo rispetto a progetti, idee e iniziative sul tema delle politiche dell’immigrazione.

All’aggiudicazione del bando hanno concorso le associazioni delle comunità immigrate della Repubblica Dominicana, dell’Equador, dell’Albania, del Senegal. Il mondo dell’associazionismo storico spezzino ha assunto un ruolo attivo e primario. ACLI, ARCI, Caritas, AVIS, Legambiente, la Chiesa Battista, la Lega Consumatori della Liguria, l’Oratorio Don Bosco, la cooperativa Mondo Aperto, la Parrocchia Stella Maris, l’ufficio diocesano Migrantes sono oggi presenti all’interno degli organismi, fianco a fianco con i rappresentanti delle comunità immigrate.

“La sottoscrizione di questa convenzione – ha dichiarato l’assessore Andrea Stretti – è una importante atto che sancisce la continuità del rapporto tra Comune e CSI allungandone la durata rispetto al passato a 2 anni più uno di eventuale proroga,. Ciò consente di programmare un’ attività di medio termine attivando anche servizi riguardanti il monitoraggio del territorio e politiche migratorie e politiche tese a favorire una migliore integrazione tra popoli migranti e italiani non evidenziando la diversità ma favorendone l’integrazione tra le diverse culture. Ruolo fondamenta avrà sempre lo sportello di accoglienza sul quale si sta lavorando per una miglior interazione tra i servizi sociali del Comune e il CSI stesso al fine di favorire un risultato ancora migliore rispetto a quello fino ad oggi ottenuto.”

“Proprio ieri – ha dichiarato la nuova presidente del CSI Maria Peralta – la nuova ministra per l’integrazione ha detto di ritenersi impegnata anche nella promozione dell’interazione. Ed in effetti è proprio attraverso l’interazione tra le esperienze delle persone provenienti da differenti regioni del mondo che hanno deciso di intraprendere un proprio percorso di vita nella nostra città e la città stessa, è attraverso l’interazione di tutti i cittadini, quindi, che possiamo governare e assumere decisioni con consapevolezza e ragione. Il CSI -prosegue Maria Peralta – è costituito soprattutto da cittadini immigrati che hanno deciso di operare volontariamente verso le loro comunità e verso una città che sentono loro, tanto quanto i cittadini italiani. Questo è uno dei punti di forza che hanno permesso al CSI di rinnovarsi e sapersi affermare continuamente nel territorio”.

“Il fenomeno migratorio – ha aggiunto Michele Stretti segretario del CSI – è cambiato nel corso degli anni, da quando il CSI è nato ad oggi. E anche l’esperienza del CSI è mutata. Oggi il CSI rappresenta un centro nodale per moltissimi cittadini immigrati perché punto di riferimento per i servizi, ma soprattutto perché all’interno del comitato operano persone che conoscono a fondo e nella quotidianità i problemi e sanno integrare l’assistenza “tecnica” con la prossimità e il senso di umanità. Il CSI, oggi, ambisce ad essere sempre più soggetto promotore di iniziative e stimolo per tutta la città”.

A oggi gli immigrati sono circa l’8% della popolazione spezzina: alcune comunità (come ad esempio quella dominicana) riescono a integrarsi più facilmente, per altre (come ad esempio quella senegalese, secondo le dichiarazioni di Madian Ngom) è più difficile, ma in linea di massima gli immigrati non percepiscono razzismo, anzi dagli anni ’90 a oggi gli spezzini sono sempre più preparati all’accoglienza.

La Spezia, ha dichiarato Maria Calla, della comunità ecuadoriana, è una città tranquilla, non ci sono problemi di bande come a Genova e a Milano, questo centro (ce ne sono pochi, in Italia) funziona bene e ne siamo felici.

Il CSI lavorerà a stretto contatto con i servizi sociali del Comune per quanto riguarda le attività “di sportello” e per la ricerca sociale e con l’Amministrazione Comunale tutta per la partecipazione alle iniziative culturali e politiche, nel rispetto dell’autonomia e dell’unicità dell’esperienza associativa. Altro obiettivo è favorire la costituzione di tavoli tecnici in collaborazione con tutti i soggetti dell’amministrazione pubblica coinvolti a vario titolo nei fenomeni dell’immigrazione.

Tra le attività che verranno intraprese a breve, c’è la promozione di una serie di incontri con tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale e con i rappresentanti liguri delle forze parlamentari per portare loro a conoscenza delle attività svolte e aprire un dibatto pubblico sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione, in particolare sul diritto di cittadinanza ai nati in Italia.
“Il CSI, infatti, – conclude Michele Stretti – ha fatto parte del Comitato “l’Italia sono anch’io” e, assieme ad altre realtà associative e sindacali, ha partecipato alla raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sul tema dello ius soli. Oggi la proposta di legge è depositata in Parlamento e l’obiettivo che sia importante riattivare il dibattito. Inoltre vogliamo discutere sul definitivo superamento delle storture della legge attuale, la cosiddetta Bossi-Fini, che niente ha prodotto se non minori tutele per tutti, italiani o immigrati che siano. Abbiamo attivato la campagna di tesseramento e invitiamo tutti i cittadini interessati a prendere contatto con noi.

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