La donna del mese: Nadja Krupskaja

“Se voi volete onorare la sua memoria – disse testualmente a chi le chiedeva come avrebbe voluto un monumento per il defunto marito Vladimir Lenin- costruite degli asili nido, dei giardini d’infanzia, edificate case, biblioteche, policlinici, ospedali, ricoveri per invalidi e così via, e soprattutto mettete in pratica i suoi insegnamenti”.

Mi è venuta in mente questa frase riflettendo sull’impoverimento della nostra società, sui servizi che quotidianamente e lentamente ci vengono sottratti e vorrei riproporre un approfondimento  di Enrico Galavotti sul sito (www.homolaicus.com) dedicato a Nadja Krupskaja.

 

Nadezhda (Nadja) Krupskaja (26.2.1869 – 27.2.1939), consorte di Lenin e una dei maggiori teorici della nuova pedagogia socialista e del sistema d’istruzione sovietico, nasce a Leningrado, in una famiglia d’elevata cultura che seppe educarla alle migliori tradizioni dell’umanesimo e dell’internazionalismo. Conclusi brillantemente gli studi ginnasiali, si dedica all’insegnamento. Poco dopo si iscrive alla sezione di matematica dei corsi femminili superiori di Pietroburgo, partecipando, nel contempo, all’attività di un circolo marxista studentesco. Ben presto abbandona i corsi Bestuzhev e comincia a svolgere, rischiando la galera o l’esilio, propaganda rivoluzionaria presso gli operai della città: gli stessi che seguivano le sue lezioni di matematica e geografia, assolutamente gratuite, in una scuola serale.

Improvvisamente le muore il padre e, per motivi economici, è costretta a dare lezioni private e a lavorare come copista in un ufficio. Alla fine del febbraio 1894 conosce Lenin in un incontro clandestino di compagni marxisti, ma l’amicizia fra i due sorge un po’ più tardi, fra le mura della biblioteca pubblica e in casa della stessa Nadja. Lenin però finisce in carcere e i contatti fra i due si limitano a molte lettere scritte in codice, usando come inchiostro il latte. Finché lei stessa viene arrestata, benché rilasciata in seguito su cauzione. Lenin intanto, spedito in Siberia, scontava la sua pena. E’ appunto dal villaggio di Sciuscenskoje che le chiede di sposarlo e Nadja gli risponde cercando ostinatamente di ottenere, riuscendovi, la Siberia come meta del suo esilio triennale. E’ qui ch’essa compone, su consiglio di Lenin, il suo primo libro, La donna lavoratrice, edito all’estero nel 1901, inviato poi segretamente in Russia e diffuso tra le fabbriche. E’ la prima opera marxista sulla condizione della donna russa.Finito l’esilio e durante i lunghi anni dell’emigrazione (dal 1901 al 1905 in Germania, Inghilterra e Svizzera, e dal 1907 al 1917 in Svizzera, Francia, Polonia e di nuovo in Svizzera), la Krupskaja svolge a fianco di Lenin il lavoro di Segretaria del CC del partito.

Lei era la prima a cui Lenin leggeva i suoi scritti, confidava i suoi pensieri, esponeva i suoi progetti. Dal 1901 al 1905 è segretaria della redazione del giornale bolscevico Iskra, e, come tale, era a capo di tutta la corrispondenza con gli organi di partito e con i compagni isolati della Russia: era lei che organizzava le spedizioni della letteratura clandestina e i passaggi illegali di frontiera. Oltre a ciò curava i rapporti con le donne dell’emigrazione russa e ha partecipato, come capo delegazione, alla Conferenza internazionale della donna a Berna (1915). Nel 1917 pubblica uno studio di ampio respiro, molto apprezzato da Lenin, dal titolo Istruzione popolare e democrazia, in cui mette in luce l’inconsistenza della scuola borghese. Si può anzi dire che tutto il suo sistema pedagogico sia attraversato da una costante denuncia della pretesa “neutralità” del sistema borghese d’educazione e di istruzione, nonché da un forte richiamo a servirsi delle migliori conquiste scientifiche di pedagogisti come Pestalozzi, Montessori, Fröbel e altri ancora.

Rientrati in Russia, nell’aprile 1917, la Krupskaja prende a difendere il marito dalle molte calunnie degli antibolscevichi, pubblicando nella “Pravda dei soldati” il famoso articolo Pagine di storia del partito operaio socialdemocratico di Russia, nel quale, fra l’altro, viene fatta la prima biografia di Lenin, l’unica descrizione della sua vita politica ch’egli abbia mai approvato. Organizzazione di scuole, biblioteche, sviluppo d’una rete d’istituzioni d’insegnamento e culturali, attività di alfabetizzazione negli ambiti della gioventù operaia: ecco alcune delle iniziative promossa dalla Krupskaja nel corso dei mesi antecedenti alla rivoluzione d’Ottobre. La sua maggiore preoccupazione riguardava le vicende e i destini delle donne e della gioventù.I suoi articoli sulla “Pravda”, i suoi interventi ai meeting della gioventù, il progetto (da lei stessa elaborato) degli statuti dell’Unione della gioventù operaia giocarono un ruolo fondamentale nella creazione del Komsomol.

Quando Lenin dovette defilarsi per sfuggire al mandato di cattura del governo provvisorio di Kerenski, fu lei che lo tenne in contatto con il CC del partito. E più tardi racconterà con ironia che, andandolo a trovare a Helsingfors (Helsinki) in Finlandia, munita d’una carta d’identità intestata ad Agafia Atamanova, domestica, fu costretta a recitare la parte, lei che parlava quattro lingue, di una povera ignorante incapace persino di decifrare i nomi delle strade.

Dopo l’Ottobre, il partito la invia a lavorare al Commissariato del popolo per l’istruzione pubblica, la cui competenza era vastissima: alfabetizzazione, università operaie, biblioteche, librerie, cinema, teatro, editoria, musei… Nadja è tutta intenta alla creazione della scuola politecnica per lavoratori. Redige le riviste “La comunista” e “L’operaia”, tiene discorsi e conferenze soprattutto nelle assemblee delle donne e dei giovani. Assai popolare, negli anni 20, fu il suo saggio Il diritto matrimoniale e familiare nella Repubblica sovietica. Preoccupata della formazione intellettuale della generazione più giovane, indirizzò nel 1922 una lettera al CC del Komsomol, sottolineando la necessità di fondare una organizzazione per adolescenti: fu così che nacque l’Organizzazione dei pionieri.
L’attentato a Lenin della terrorista Kaplan cadde come un fulmine a ciel sereno. Nadja cercò coraggiosamente d’aiutare il marito a superare il difficile momento, invogliandolo a scrivere con la sinistra. II mattino lo dedicavano ai giornali e alle riviste, talvolta Nadja gli leggeva dei racconti o delle poesie. Dopo la sua morte, avvenuta il 21 gennaio 1924, essa ebbe la forza di recarsi alla seduta funebre del II congresso dei Soviet, pronunciandovi un discorso. A chi le chiedeva come avrebbe voluto un monumento per il marito, rispose di non permettere alla loro tristezza di trasformarsi in “venerazione esteriore” della personalità di Lenin. “Se voi volete onorare la sua memoria – disse testualmente – costruite degli asili nido, dei giardini d’infanzia, edificate case, biblioteche, policlinici, ospedali, ricoveri per invalidi e così via, e soprattutto mettete in pratica i suoi insegnamenti.

Si può facilmente immaginare, alla luce di queste parole, quanto dovette essere difficile, in seguito, il suo rapporto con Stalin. Non a caso il libro ch’essa pubblicò nel 1925, L’educazione della gioventù nello spirito di Lenin, fu tolto dalla circolazione. Difficilmente Stalin avrebbe potuto sopportare un’opera che relativizza il ruolo della personalità nell’ambito del processo storico e che indica nella formazione d’un soggetto liberamente pensante il fine dell’educazione.

Per quanto attivo membro honoris causa dell’Accademia delle scienze dell’Urss, la Krupskaja trovava il tempo di leggere tutte le lettere che le spedivano (fino a 400-450 al giorno) e di rispondere personalmente alla maggior parte di esse. Soprattutto amava rispondere ai bambini, inviando loro piccoli souvenir e regali. Le capacità di lavoro di Nadja erano assolutamente eccezionali: nel gennaio 1939 rispose a 240 lettere, intervenne 16 volte in 12 assemblee e scrisse 20 articoli. Questo un mese prima della sua morte…”

 

 

 

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