Amiamo i cani del canile di Tavolara, ecco perchè non devono essere trasferiti a Bologna

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una volontaria del canile di Tavolara.

“Scrivo queste righe in accordo con un gruppo di volontarie come puntualizzazione e risposta agli articoli apparsi in questi giorni sui giornali, perchè leggendoli si potrebbe pensare che la protesta contro il trasferimento dei cani di Tavolara nasca dall’idea che i cani possano andare in una struttura non idonea al loro accoglimento.

Non è questo timore che da vita alla protesta.

Possiamo anche ritenere che le strutture in Emila siano a norma ed efficienti.

È un sentimento di amore che ci anima invece.

È il sentimento che lega i cani di Tavolara a chi con affetto e dedizione li cura e accudisce.
Nella struttura sarzanese sono molti infatti i cani che da tanto tempo vivono lì e molti dei quali sono vecchi e/o malati. Tanti di loro hanno conosciuto l’abbandono e il maltrattamento ma hanno anche provato l’amore di chi opera nel canile che li ospita. E a questo amore si sono aggrappati.

A questo fondamentale legame fanno riferimento, quel legame che unisce gli esseri viventi e che a volte è scopo di vita per gli uni e arricchimento per gli altri. 
Per chi è volontario come noi è impensabile concepire che queste creature possano sperimentare nuovamente l’abbandono. Inoltre alcuni cani si fidano solo di poche persone e accettano cure e cibo solo da loro.

Il personale che opera a Tavolara conosce così bene i propri animali che basta notare una sfumatura dall’espressione per capire al volo quando un cane non sta bene.

Portarli via vuol dire interrompere questi profondi legami di amore e conoscenza e privarli degli unici affetti che conoscono.

Per alcuni cani sarebbe la morte.

Noi chiediamo semplicemente questo il rispetto dei legami creati.

Inoltre c’è da sottolineare che una struttura di accoglienza così lontana dal territorio da vita ad innegabili problematiche.

Cosa succederà in caso di smarrimento di un cane nella zona di Sarzana?

Vediamo le casistiche.

Se il cane ha il chip e il tatuaggio leggibile non dovrebbero esserci grossi problemi, il proprietario verrà contattato dall’ASL.
Diverso il caso in cui queste due condizioni non sussistano. Già, perché l’animale smarrito, non regolarizzato, verrà inderogabilmente trasferimento nella struttura di Bologna qualora nessuno si facesse vivo nelle 48 ore successive presso la struttura sanitaria deputata.
Lo stesso trattamento, e questa è l’ipotesi più delicata, verrà riservato ai cani randagi, anche nel caso fossero feriti.
Dopo le prime cure prestate della struttura sanitaria, sempre entro le 48 ore, si procederà con il trasferimento anche se in fase post operatoria e in presenza di lesioni o malattie gravi e in difficoltà.

Tutto questo è ovvio che non può essere accettato da chi ama, cura e conosce i cani e quindi ribadiamo il l’importanza di dire NO AL TRASFERIENTO DEI CANI DI TAVOLARA NELLA STRUTTURA DI BOLOGNA.”

 

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