Legambiente, ricorso al Tar su Pitelli

Legambiente presenta ricorso al Tar contro il del Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela delterritorio e del maredell11 gennaio 2013che cancella il sito di Pitelli dall’elenco

dei Siti di Interesse Nazionali di Bonifica

Il Decreto è illegittimo e infondato, anche la Regione Lazio ricorre al Tar

 Legambiente ha depositato, alla fine della scorsa settimana, il ricorso al Tar del Lazio contro il Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell11 gennaio 2013, recante “Approvazione dell’elenco dei siti che non soddisfano i requisiti di cui ai commi 2 e 2-bis dell’art.252 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 e che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale”.

Sin dalle prime informazioni giunte, alcuni mesi fa, che facevano temere che il Ministero dell’Ambiente volesse cancellare numerosi siti dall’elenco nazionale (seppur con la formula del “trasferimento alle regioni) Legambiente è sempre stata critica su questa volontà politica e questo modo di procedere. Si è arrivati, nonostante tutto, alla promulgazione del decreto in oggetto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 Marzo 2013.

Dal 1999, anno di approvazione del primo decreto sulle bonifiche, – dichiara Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente – abbiamo sempre pensato al risanamento ambientale come una grande opportunità per chiudere con l’inquinamento del passato e per rilanciare anche l’occupazione in territori martoriati dai rifiuti e dai veleni dell’industria. Purtroppo così non è stato finora e la nostra preoccupazione sul mancato decollo delle bonifiche è aumentata col passare del tempo. Il nuovo decreto del ministero dell’ambiente che esclude alcuni siti dal programma nazionale di bonifica ci preoccupa ancor di più perché esclude alcune aree che meriterebbero per storia ed entità dell’inquinamento una cornice ed una regia nazionale, oltre che certezze economiche che gli enti locali oggi non sono in grado di garantire. Tra queste vale la pena citare sicuramente Pitelli (La Spezia), il bacino del fiume Sacco tra Frosinone e Roma, e il Litorale Domizio-Flegreo e Agro Aversano tra Caserta e Napoli“.

Il decreto per Legambiente è illegittimo e infondato, viola addirittura gli stessi principi fondativi sul tema delle bonifiche contenute nel testo unico ambientale, il D.Lgs. 152/99, vi è un eccesso di potere nel modo in cui è stato steso, con carenze di istruttoria e violazione del principio di collaborazione tra Stato e Regioni. 

Per il Sito di Interesse Nazionale di Pitelli (La Spezia) – dichiara Santo Grammatico, Presidente di LegambienteLiguria – si tratta di una cancellazione incomprensibile, visto che Diversamente da quanto apoditticamente ritenuto dal provvedimento ministeriale impugnato, il sito di Pitelli risulta conforme a sei dei sette principi e criteri direttivi di cui al novellato art.252, comma 2, del Codice dell’Ambiente.Risulta all’evidenza che, considerata la complessità di gestione del sito, lo stesso richieda una “cabina di regia” a livello nazionale, che coordini gli interventi di bonifica necessari.

Accogliamo con favore la notizia che anche la Regione Lazio ha deciso di presentare un proprio ricorso al Tar. Questo – dice Stefano Sarti, Vicepresidente di Legambiente Liguria – la dice lunga sulle manifestazioni di contentezza e giubilo espresse dal Comune della Spezia e da esponenti della Regione Liguria. Se un’importante regione italiana ritiene illegittimo il decreto, vuol dire che le nostre obiezioni al decreto, fatte fin dalla prima ora della sua stesura, non sono infondate o quantomeno sono condivise da altri e questo non può che farci piacere.

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