“Non pagheremo la Tares!” la rabbia degli abitanti di Via Borachia

Ci risiamo. Ancora cumuli di spazzatura in Via Borachia. “Scriva Via delle Discariche, ex Via Borachia” mi dice uno degli abitanti. Saranno almeno tre settimane che non passano a ritirare il residuo. A nulla servono le telefonate di sollecito all’Acam, via Borachia sembra terra abbandonata. I gabbiani rovistano tra i rifiuti, aprono i sacchetti, ne trascinano in giro il contenuto. Una signora mi dice “Ho tre nipoti piccoli, quando mi chiedono se possono andare a giocare in cortile gli dico di no. Li porto al Parco. Come si fa a far giocare i bambini in mezzo ai rifiuti?”, mi chiede. Già: come si fa? Come si fa a vivere così, sempre col telefono in mano per richiedere interventi?

Tra i rifiuti c’è anche la lettera dell’Acam con i bollettini della Tares, che in questi giorni stanno arrivando in tutta la città. 258 euro, qualcuno deve pagare ancora di più. “Quella persona” dicono “non arriva a fine mese, perché deve pagare per un servizio che non c’è?”, anche altri hanno detto che non la pagheranno. Qualcuno pagherà, ma a denti stretti.

La rabbia sale, soprattutto perché le legittime richieste dei cittadini si scontrano con il silenzio di chi dovrebbe occuparsi della questione.  Acam e Comune negano le rispettive responsabilità, danno la colpa a precedenti dirigenti, maltempo, crisi e così via. A pagare, però, sono gli abitanti della città, in particolare quelli di queste case popolari, saliti già alla ribalta qualche mese fa. Allora il problema venne risolto dopo numerosi articoli sulla stampa, sia on-line che cartacea.

Noi, come sempre, raccogliamo e rilanciamo la protesta, sperando che si possa arrivare in tempi ragionevoli a una soluzione definitiva.

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.