CAMeC, donazione opere di Edith Schloss

Grazie all’interessamento della scultrice Elisa Corsini e alla generosa adesione del figlio di Edith, Jacob Burckhardt, il CAMeC ha potuto acquisire dieci opere dell’artista che rimarranno a testimoniare l’intenso legame che ella ebbe con il Golfo della Spezia, ispiratore di suggestioni e immagini che ritroviamo in molti suoi dipinti.

A partire dalla donazione e da un cospicuo numero di prestiti – anch’essi provenienti per la gran parte da Jacob Burckhardt – ne è nata una retrospettiva ben più ampia che documenta – con opere dagli anni Sessanta fino al 2011 – la lunga carriera artistica di Edith Schloss.

Introdotti alla figura dell’artista attraverso un film realizzato dal marito Rudy Burckhardt nel 1953, conosciamo la giovane Edith che, con ironia, interpreta la parte di una capricciosa nobildonna in una comica storia di magia nello stile del cinema muto. Si fa cenno poi alla sua attività americana – che non è stata possibile rendere in modo esaustivo per l’irreperibilità sul territorio italiano di lavori realizzati in U.S.A. – con inserti dalle collezioni del CAMeC di opere di Maestri dell’Informale in dialogo con i suoi lavori degli anni Sessanta e Settanta.

L’esposizione prosegue con un cospicuo nucleo di acquerelli e tele sul tema dei paesaggi apuo-versiliesi e del golfo dei Poeti, territorio amatissimo nel quale la Schloss trascorse quasi tutte le estati dal 1962 in poi. A queste opere fa da contraltare la produzione romana – che per quasi cinquant’anni scorse parallela alle residenze di Lerici (SP) e Pietrasanta (LU) – documentata anche con la serie completa delle copertine da lei disegnate di Wanted in Rome e dal video A Guided Tourof Edith’s Apartment realizzato nel 2010 da Jacob Burckhardt, in cui lo spettatore scopre il suo storico studio-appartamento di Via del Corallo, teatro della realizzazione di tanti progetti.

Accanto a fotografie e oggetti personali, concludono la mostra le opere sul tema dei miti, produzione ultima dell’artista, che delineano in toto la figura di Edith Schloss.

La mostra verrà inaugurata venerdì 3 maggio alle 18 e sarà visitabile fino al 16 giugno.

Edith Schloss (Offenbach am Main, 1919; Roma, 2011), dopo aver lasciato la Germania, si formò nell’ambiente newyorkese accanto a personalità come Willem de Kooning, Joseph Cornell, Philip Guston, Fairfield Porter, e negli anni Cinquanta scrisse per la rivista Art News di Thomas B. Hess. Dal 1962 ha vissuto tra Roma – dove accanto alla sua attività artistica, ha continuato a lavorare come critico per International Herald Tribune, Art in America e Wanted In Rome – la Versilia e il Golfo dei Poeti. Fu con Alvin Curran tra i fondatori del gruppo Musica Elettronica Viva. A partire dal 1947 ha esposto negli Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna e Italia. Sue opere sono nelle collezioni del Metropolitan Museum, New York; Hessisches Landesmuseum, Wiesbaden; Stadtmuseum, Offenbach am Main; The Keats-Shelley House, Roma; e in collezioni private di New York, Londra, Parigi, Berlino, Francoforte, Tokyo, Sydney, Roma, Milano, Ferrara e La Spezia.


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