27 anni dopo Chernobyl

Era il 27 aprile del 1986 quando a Chernobyl, in Ucraina, si verificò quello che è stato per anni il più grande incidente nucleare della storia: la gravità di Chernobyl è stata raggiunta (e qualcuno dice anche superata) dalla catastrofe di Fukushima del 2011.

Dal reattore uscì una grossa nube di materiale radioattivo, che ricadde sulle aree immediatamente vicine alla centrale e si spinse ben presto in mezza Europa e addirittura fino alle coste del Nord America. I morti accertati, nell’immediatezza del disastro, sono stimati in 65, ma questo dato non tiene in considerazione i decessi successivi, causati dagli effetti delle radiazioni nell’aria, nella terra e nell’acqua. Non ci sono numeri precisi: l’ONU dice 4000 morti (calcolati lungo un arco di 80 anni), i Verdi Europei dicono circa 45ooo, GreenPeace 6 milioni.

Appare difficile, se non addirittura impossibile, fornire un numero preciso delle vittime perché a Chernobyl si continua a morire e si continuerà ancora- Anni fa un servizio della trasmissione televisa “Le Iene” mise in luce un fenomeno inquietante di cui non si parla: nascevano bambini malati di cancro da madri che nel 1986 erano neonate o ancora nel ventre materno. Bambine, ora giovani donne, cresciute respirando radiazioni, mangiando e bevendo alimenti contaminati. Donne non malate, che partoriscono figli malati.

Probabilmente non si avrà mai l’esatto numero di vittime della tragedia: i favorevoli al nucleare insistono ancora oggi sui “solo” 65 morti, dato che ridicolizzerebbe la pericolosità del nucleare. Ma non possiamo non tener conto di quello che è successo negli anni successivi e di quello che continua a succedere, fingendo che sia normale che nascano bambini con il cancro al cervello o che sia accettabile l’altissimo numero di tumori alla tiroide in quelle zone.

Come non possiamo fingere sia normale l’alto numero di aborti spontanei o di bambini e animali nati deformi. Chernobyl è stato anche questo, basta fare una ricerca d’immagini in rete.

Per chi all’epoca del disastro aveva dieci anni e viveva in Italia, Chernobyl voleva dire non bere latte, non mangiare frutta e verdura fresca e scrutare il cielo aspettando l’arrivo della nube nera.

L’effetto-Chernobyl portò, nel 1987, al referendum sul nucleare, con il quale gli Italiani dissero NO a questo tipo di energia. Un NO ribadito nel 2011, ma ogni tanto qualcuno ancora parla di nucleare in Italia.

Chernobyl e Fukushima non hanno insegnato molto.

 

 

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