Donna del mese: Artemisia Gentileschi

Dedichiamo il secondo appuntamento con la Donna del mese ad Artemisia Gentileschi, (del primo fu protagonista Elvira Dones) importante pittrice (1593/1653), una delle poche protagoniste   della pittura europea. Orfana di madre all’età di dodici anni, primogenita di sei figli -unica femmina- venne iniziata dal padre (Orazio Gentileschi, seguace della scuola caravaggesca) alla pittura fin da bambina.

Romana di nascita, si recò spesso a Firenze e poi si stabilì a Napoli.

A 15 anni Artemisia fu vittimia di stupro da parte del pittore trentenne Agostino Tassi, che rifiutò poi di sposarla: per questo motivo fu processato e condannato a otto mesi di prigione, ma poi il caso venne archiviato. Per Artemisia fu un colpo durissimo, che rese difficile la sua “riabilitazione” agli occhi della società dell’epoca e vi riuscì a fatica, attraverso il matrimonio, ma soprattutto la carriera. Non era l’unica donna a dedicarsi totalmente alla pittura, ma è ancora oggi la più famosa.
Non tutti ebbero pietà per questo terribile avvenimento e anzi per Artemisia furono scritti versi di scherno da Giovan Francesco Loredano e Pietro Michiele (Venezia 1653), in cui si ironizzava sul suo nome Arte / mi / sia / Gentil / esca:

Co’l dipinger la faccia a questo e a quello
Nel mondo m’acquistai merto infinito
Nel l’intagliar le corna a mio marito
Lasciai il pennello, e presi lo scalpello
Gentil’esca de cori a chi vedermi
Poteva sempre fui nel cieco Mondo;
Hor, che tra questi marmi mi nascondo,
Sono fatta Gentil’esca de vermi.

Ma Artemisia non è passata alla storia solo perché è stata una “povera donna stuprata”, ma è soprattutto una grande pittrice, famosa per i suoi quadri, che riflettono l’influenza caravaggesca, anche grazie alla collaborazione con il padre. Tra le sue opere più famose c’è “Giuditta che decapita Oloferne” (foto), in cui letture psicoanalitiche hanno visto il forte desiderio di rivalsa per la violenza subita, a causa dell’impressionante violenza che fuoriesce dal dipinto.

A lei è stato dedicato l’asteroide 14831 Gentileschi, scoperto nel 1987 da E.W. Elst. Nel 1998 la sua storia è diventata un film “Artemisia. Passione estrema” di Agnes Merlet, con Michel Serrault, Valentina Cervi, Miki Manojlovic, Claudia Giannotti, Anna Lelio. Oggi le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.

In questo periodo Artemisia è celebrata con una mostra a Palazzo Blu a Pisa (aperta il 23 marzo, chiuderà il 30 giugno). Tutte le informazioni e gli orari sul sito di Palazzo Blu (link).

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