Toto-assessore alla cultura: perchè ci piacerebbe Irene Giacché

Del Prato resta o Del Prato va? Facendo seguito all’articolo di ieri in cui lanciamo una petizione affinchè vengano presi in considerazione 3 spezzini che a nostro avviso assolverebbero egregiamente al ruolo di assessore alla cultura (in caso di “rimozione” dell’attuale Diego Del Prato), vorremmo spiegare il perchè di questi 3 nomi. Giorno per giorno parleremo di uno di loro.

Iniziamo con Irene Giacché: spezzina, è editore con il marchio Edizioni Giacché e, da vent’anni, organizza eventi e iniziative culturali.
Dobbiamo principalmente a lei il rilancio della storia spezzina con il primo testo divulgativo di storia mai realizzato sulla nostra città, “Il Golfo racconta – “Storia della Spezia e del suo golfo narrata ai ragazzi”, pubblicato nel 1995, testo illustrato da uno dei più grandi artisti del mondo, il genovese Emanuele Luzzati.
In questi anni abbiamo visto Irene unire alla conoscenza ed alla capacità di valorizzare il territorio, una visione inclusiva e aperta, alla ricerca di autori, illustratori e fotografi di talento che sono stati da lei “scoperti” e valorizzati.

Molti dei nomi conosciuti in ambito culturale spezzino, hanno all’attivo pubblicazioni realizzate dalle Edizioni Giacché, come Francesco Musante, Davide Marcesini, Sondra Coggio, Annalisa Coviello, Patrizia Gallotti, Gian Piero Pieroni, Valeria Scandellari, Pier Gino Scardigli, ecc. Anche l’attuale assessore alla cultura Diego del Prato ha esordito sulla scena spezzina come autore con le Edizioni Giacché.
Di questa capacità di valorizzare le competenze e di “fare rete” riteniamo che il Comune e le istituzioni culturali in particolare abbiano davvero bisogno, cercando sempre più le nuove collaborazioni, anziché rinchiudersi tra i tre o quattro volti noti come sembra stia succedendo negli ultimi anni. Inoltre riteniamo che serva, e molto, qualcuno che parta dalla conoscenza del territorio per valorizzarlo con le sue tipicità.


Ricordiamo che tra le iniziative più recenti di Irene Giacché sul nostro territorio ci sono “Settembre-ottobre libri” e “Libriamoci”, ideate assieme a Patrizia Gallotti, che hanno funzionato molto bene dal 2008 al 2011.

Dal 2012 purtroppo il Comune gestisce Libriamoci da solo e infatti i risultati dell’ultima edizione non sono stati particolarmente brillanti, con meno presenze e meno incontri (vedi qui articoli su Libriamoci 2012) il che conferma che a Spezia c’è bisogno di utilizzare anche competenze esterne alle istituzioni e di acquisire nuove e diverse professionalità.
Nel 2010 la Giacché ha lanciato la rassegna, che si rinnova annualmente, “La Spezia e i suoi palazzi”, esordendo con la “Storia del quartiere umbertino e dei palazzi liberty”, a cui sono state affiancate visite guidate sul territorio. Un evento culturale atteso e frequentatissimo dagli spezzini che nei recenti incontri del 2012 sulla “Spezia del Seicento” e sulle “Scalinate storiche della Spezia” hanno richiesto a gran voce al Sindaco di poter usufruire in futuro di una sala più grande, poiché il Centro Allende era gremito.
Diremmo che non è poco.

 

 

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