Guerri: sull’Enel il Sindaco si sottrae ai propri doveri di autorità sanitaria

 

Il consigliere comunale Giulio Guerri, portavoce del gruppo “Per la Nostra Città”, interviene con una nuova interrogazione, sulla problematica relativa alla procedura per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale alla centrale termoelettrica di Vallegrande. Guerri rimprovera al Sindaco di aver avuto un ruolo di spettatore passivo rispetto alle vicende – compreso il recente incidente che provocato il rilascio di una nube di ceneri nell’aria – che hanno messo in evidenza la possibile sottovalutazione dei problemi di sicurezza legati alle attività della centrale e alla sua localizzazione in area urbana. Oltre a questo Guerri evidenzia il mancato esercizio del ruolo che il Comune è tenuto a svolgere in difesa della salute dei cittadini nell’ambito dell’istruttoria A.I.A. “In questi anni il Comune non ha assunto nessuna iniziativa volta a esprimere la volontà di ottenere i migliori risultati possibili per una svolta ambientale reale e forte a favore dei cittadini , e si è reso latitante rispetto a uno scenario nazionale che è andato fornendo, a vario titolo importanti segnali – in una direzione o nell’altra – sulle prospettive del rapporto fra politiche energetiche e politiche di salvaguardia ambientale-sanitaria, risvegliando nuove sensibilità e nuovi orizzonti: dal caso della centrale a carbone di Porto Tolle al caso ILVA di Taranto fino ad arrivare alla recente inizativa della Procura di Savona sulla centrale di Vado, situazione a cui hanno fatto da contraltare fatti altrettanto significativi come il decreto del governo sulla strategia energetica nazionale e il controverso rinnovo dell’autorizzazione alla vecchia centrale di Civitavecchia.”

 

Guerri fa presente che la delibera di giunta dello scorso novembre, contenente la proroga della convenzione con l’Istituto Superiore di Sanità, presenta pericolosi limiti perché sembra voler limitare il controllo della qualità dell’aria nall’individuazione dei livelli di immissione degli inquinanti, ignorando quanto indicato dalla normativa che prevede varie tipologie di limiti anche legati alla correlazione tra concentrazione dell’inquinante e rischi per la salute, attraverso i parametri di: valore obiettivo, soglia di allarme, soglia di informazione, obiettivo a lungo termine.

 

 

 

Inoltre l’allegato alla delibera del Comune afferma inoltre “la normativa prevede che in alcune aree urbane, già dalla seconda metà degli anni ’90 (DM 25/11/94, DLgs 152/07e DLgs 155/10), rilevazioni sistematiche della loro concentrazione in aria siano attive, seppur con diverse modalità. La Spezia per dimensione demografica non rientra tra queste”. Le cose non stanno così. I limiti non sono demografici ma frutto di una zonizzazione che la Regione deve svolgere sulla base di campagne analitiche. Spezia (Comune) rientra nella zona 3 (vedi valutazione qualità aria regionale del 2011) e guarda caso i punti di monitoraggio per i microinquinanti di cui al citato DLgs 152/2006 sono al parco della maggiolina, e in Via Chiodo-Via Amendola. Siti utili per il monitoraggio del traffico ma non per le emissioni industriali come quelle della centrale Enel.

 

 

 

Infine la critica più pesante rappresentata da Guerri : “si prospetta una rimozione del reale compito del parere sanitario del Sindaco che deve avere la finalità di dimostrare la accettabilità sanitaria della presenza di una industria insalubre in zona abitate, cosa che comporta, almeno:

 

a) una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto

 

b) una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata

 

c) una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto

 

d) una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto

 

 

 

Serve quindi a predisporre specifiche prescrizioni preventive al momento del rilascio dell’AIA. L’orentamento della delibera comunale sembra invece quello di far entrare in gico le prerogative del Sindaco solo a posteriori, ad autorizzazione già rilasciata, con funzioni di monitoraggio anziché preventive.”


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