Quel magistrato antimafia deve morire.

Quel magistrato“, quello che deve morire, è Francesco Del Bene, che fa parte del pool palermitano impegnato nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Del Bene, però, è occupato anche su inchieste che riguardano l’ala militare di Cosa Nostra e le sue famiglie operanti sul territorio. Le minacce sono state intercettate in carcere e a emettere la sentenza di morte sono stati i boss che lui ha fatto condannare. Queste intimidazioni seguono di poco quelle ricevute da Antonino Di Matteo e Nico Gozzo (le minacce dei giorni scorsi parlavano di un magistrato che fa la spola tra Palermo e Caltanissetta e protrebbe essere proprio Gozzo, che vive a Palermo e lavora nella Procura nissena).

Anche a Del Bene è stata rafforzata la scorta.

Domani, intanto, si mobilitano le Agende Rosse e tante altre associazioni antimafia, per esprimere vicinanza e solidarietà ai magistrati siciliani che, negli ultimi tempi, sono sempre più nel mirino.

Gli appuntamenti sono: flash-mob a Milano e sit in a Cagliari, Napoli, Pesaro e Venezia.

Inoltre, in tutta Italia, spettacoli, eventi televisivi e radiofonici ricorderanno, ciascuno a modo loro, i nostri Magistrati, in un’ideale Staffetta per la Verità: le adesione arrivano di ora in ora: evento FaceBook. Esprimo anch’io la solidarietà a Nino di Matteo, Nico Gozzo e Francesco del Bene e a tutti i Magistrati che svolgono con passione e coraggio il loro lavoro e che, per questo, sono costretti a una vita blindata.

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