Italia Nostra, Legambiente, WWF La Spezia: insoddisfatti di Forcieri

 

In qualità di cittadini della Spezia – città di mare… – vorremmo esprimere tutta la nostra insoddisfazione per il modo in cui l’attuale Presidente dell’A.P. ha interpretato tale importante incarico istituzionale nel quadriennio 2009-2013. Infatti, nonostante la sua precedente esperienza (politica) potesse far sperare in una gestione equilibrata, meno incline al mero tecnicismo porto-commerciale e più sensibile ad istanze di armonizzazione con la realtà urbana ospite, i fatti hanno smentito tale aspettativa: come se l’assenza di un adeguato curriculum per l’importante incarico (ottenuto – lo ricordiamo – grazie ad un accordo, come si dice, “bipartisan”…) avesse poi accentuato quei tratti di unilateralismo tipici degli operatori portuali (come, ad es., si possono riscontrare nella composizione del Comitato portuale dove in stragrande maggioranza sono rappresentati interessi e vedute del mondo strettamente portuale: armatori, terminalisti, spedizionieri ecc.).

 

Conseguenza inevitabile di tale impostazione ‘tecnocratica’ del suo quadriennio sono state un atteggiamento di genuino antagonismo nei confronti di tutto e tutti (tranne le società che potevano dare lustro, con i loro interessi, all’immagine del porto…): in primo luogo con le istituzioni cittadine (v. la rassegna stampa), ma anche con le rappresentanze e le esigenze civiche e/o ambientaliste (spesso fatte oggetto di irrisione e disprezzo), per sostenere unicamente i grossi interessi economici che nutrivano nei confronti del territorio attenzioni solo strumentali (e, questo, da parte di chi, risiedendo in altro comune, là si era pur speso per contrastare interessi speculativi e cementificatori, come il progetto Botta…!!).

 

Tipico è il caso del waterfront dove, tra i c.d. progetti Llavador1 e Llavador2, si rendeva manifesto il vero volto, speculativo, dell’A.P. forcieriana: come a dire, “niente per niente”…

 

Con tale atteggiamento consapevolmente autoreferenziale ed arrogante (in ordine, almeno, al dettato della legge), la sua limitata sensibilità istituzionale (?!?) ha determinato uno stallo – di fatto – di quelle attività che, pur raccomandate dal Consiglio regionale della Liguria (che, lo ricordiamo, è l’ente che ha concluso dell’iter approvativo del p.r.p.), sole avrebbero potuto garantire la sostenibilità del medesimo progetto portuale alla Spezia.

 

Infatti, mentre l’immagine che l’AP spezzina forniva all’esterno si ammantava di retorica trionfalistica, nulla veniva concretamente promosso per adeguare il porto presente – e insieme la progettazione in divenire, sottoposta del Ministero dell’Ambiente e dalla Commissione regionale di VIA, alla preventiva osservanza di numerose prescrizioni – a quei criteri di sostenibilità, di trasparenza, e ormai anche di partecipazione che sono i requisiti delle più avanzate normative in materia: la recente approvazione della Regione Liguria della VAS ne è testimonianza. Ma non alla Spezia, evidentemente, dove lo spazio portuale è ancora considerato un feudo, soggetto alla mano-morta di un autorità (v. l’immagine esibita nel “Villaggio del porto” durante l’ultima Festa della Marineria)!

 

Questo atteggiamento disinvolto e spregiudicato, forte con ‘deboli’ (le energie locali e territoriali) ma debole con i poteri forti (spesso afferenti a interessi finanziari internazionali), assai poco incline al confronto e rivolto piuttosto all’immagine mediatica, ha prodotto risultati molto contenuti o nulli in diversi ambiti:

 

– ha promesso la svolta ‘verde’, ecologica dell’alimentazione delle banchine, senza realizzare alcunché (esclusi i comunicati-stampa…!);

 

– senza denunciarli apertamente, ha ‘remato contro’ tutti quegli accordi con le istituzioni locali (in primis Regione e Comune) che, come detto, avrebbero dovuto garantire sostenibilità e vivibilità ai traffici portuali: il Tavolo tecnico ancora non ha potuto entrare nel merito di nessuna prescrizione ambientale!!

 

– Ha accentuato, irresponsabilmente a nostro avviso, la contrapposizione tra lavoro e qualità della vita, schierandosi senza indugi dalla parte degli interessi degli imprenditori e mortificando i pur legittimi interessi di altri operatori del golfo come pure degli abitanti del Levante.

 

– Ha aumentato la conflittualità tra interessi strettamente portuali e ragioni di chi crede in uno sviluppo diversificato ed armonico tra tutte le attività del golfo, moltiplicando i contenziosi legali presso il Tar ligure (che, invece, erano stati estinti dal suo predecessore);

 

– non ha proceduto con l’auspicata speditezza ad incentivare il traffico ferroviario;

 

– pur dichiarando di volersi occupare di temi economico-portuali (v. dichiarazione d’insediamento), non ha perso occasione per esercitare un suo peso politico in concomitanza con scadenze politiche o elettorali…

 

Per tutte queste ragioni – forse nemmeno tutte – noi cittadini della Spezia, riflettendo anche il pensiero di operatori economici o semplici residenti, crediamo sinceramente che un rinnovo della presidenza dell’A.P. alla stessa persona che la ha gestita con tale insensibilità e spregiudicatezza non possa che aumentare il solco tra istituzioni e cittadini, lavoro e ambiente, porto e città, moltiplicando la conflittualità sociale anziché attenuarla o addirittura eliminarla, cosa a cui noi tutti ambiremmo.

 

Italia Nostra La Spezia

 

Legambiente La Spezia

 

WWF La Spezia

 

 


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