Short list Teatro Civico: chiarezza sulle valutazioni e ipotesi di annullamento della procedura

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato:

Sulla short list del Teatro Civico vogliamo fare alcune doverose considerazioni in aggiunta a quelle già espresse da Loredana Rovagna che condividiamo: l’assenza di un dibattito serio sulla (ri)configurazione e gestione di una cultura funzionale per la nostra città ha portato a un bando monco, generico e disarticolato. La mancata trasparenza ha caratterizzato le fasi della short list, come più volte sottolineato dai giornali, a partire dalle già note candidature “in pectore”; nonostante gruppi di appello e consiglieri comunali avessero richiesto chiarimenti sulla procedura, motivazioni sulla scelta dei valutatori e una commissione di controllo, nulla è accaduto. La sensazione che tutto fosse già deciso si respirava da tempo. Competenze conclamate nel mondo dello spettacolo, professionisti seri e di chiara fama, operatori teatrali del territorio e non, sono stati irragionevolmente marchiati come inadeguati.

Ne chiediamo le motivazioni precise alla commissione (Repetti, Aloisini e Ratti) e all’assessore Diego Del Prato.

La commissione avrebbe dovuto essere composta da tecnici espressamente titolati per la materia teatrale (mentre solo Carlo Repetti ha un curriculum adeguato), e nel bando dovevano essere specificate con esattezza i profili professionali e le caratteristiche progettuali da premiare, ma questi requisiti minimi sono stati disattesi. Poiché in più di un’occasione l’assessore Del Prato ha parlato del progetto come determinante ai fini della valutazione , chiediamo a questo punto, che sia reso pubblico il progetto vincitore e che sia lo stesso assessore a illustrarlo nel dettaglio.

Contestiamo la modalità di selezione e i criteri di analisi che la commissione si è data per la compilazione della lista ristretta e per la nomina, che non tengono conto della necessità di un profilo artistico di livello nazionale e di un profilo anche organizzativo (laddove figurava come prerequisito, nel bando del 29 dicembre), che non tiene conto della storia del teatro Civico (che non è solo una storia che riguarda la prosa ma anche il teatro-danza e il teatro per il grande pubblico); contestiamo l’eccessivo valore dato alla “territorialità” (diciamo pure alla “spezzinità”) che troppo spesso fa rima con “localismo” e “provincialismo”. Ci domandiamo come si sarebbe comportata la commissione se si fosse presentato Ronconi: forse lo avrebbero bocciato.

A questo proposito l’assessore Del Prato in più di un’occasione ha parlato di “sprovincializzazione” della cultura: ne deduciamo che c’è un totale scollamento tra la teoria e la pratica della cultura in questa città, che ai proclami non seguono mai i fatti e che la mano sinistra non sa quello che fa la destra.

Ma anche laddove si tenga conto di questi criteri, non ci riconosciamo nelle valutazioni espresse su di noi, e dissentiamo dal giudizio superficiale espresso dalla commissione che sminuisce i nostri alti profili professionali, che minimizza importanti titoli formativi e scientifici e curricula certificati da graduatorie ministeriali e dalla presenza su palcoscenici nazionali, tutti dati oggettivi e imprescindibili per una corretta valutazione comparativa.

Al di là della persona nominata, che stimiamo e che non è l’oggetto della nostra critica, ci sentiamo in diritto di mettere in discussione il metodo di selezione. A prescindere dalla possibilità di intraprendere o meno un ricorso, vogliamo sottolineare come la gestione degli affari culturali sia improvvisata, e totalmente priva di regole, a partire dalla assurdità di nominare direttori di museo e teatri ancor prima di nominare un Presidente delle Istituzioni culturali. Come stanno facendo da un po’ di tempo a questa parte numerosi comitati spontanei di cittadini, chiediamo maggior trasparenza, partecipazione, equità e rigore nelle decisioni che riguardano la collettività e il bene pubblico.  Auspichiamo che le forze politiche di maggioranza e di minoranza e nelle sedi adeguate, intervengano su questo importante tema .

Anche a fronte delle numerose polemiche suscitate, chiediamo chiarimenti alla Commissione cultura; all’Amministrazione della Spezia e alle Istituzioni culturali chiediamo invece, di considerare la possibilità di un annullamento della procedura a vantaggio di un più proficua gestione collettiva del Teatro Civico in cui siano rappresentate le migliori professionalità locali e non, tra quelle che hanno partecipato alla short list, e dove abbia diritto di cittadinanza, la complessità di linguaggi su cui poggia il teatro contemporaneo.

 

Daniela Ardini, fondatrice di Lunaria teatro, organizza il Festival “I luoghi dell’anima” (Cinque Terre)

Dario Vergassola, autore e attore teatrale e televisivo, conduttore di Parla con me

Sara Bertelà, attrice teatrale, cinematografica e televisiva, premiata Donna Leader spezzina

Antonella Questa, attrice teatrale, direttrice del Festival delle arti comiche (San Terenzo-Sp)

Oreste Valente, attore teatrale, fondatore e direttore del Festival Porto Venere “Teatro donna”

Anna Maria Monteverdi, studiosa e docente di “Storia dello spettacolo” (Accademia Albertina-Torino)

Anna Russo, organizzatrice teatrale e fondatrice della Rete teatrale regionale ligure TILT

Elena Lamberti, manager teatrale e coordinatrice nazionale della rete teatrale CRESCO.

 

 

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