Giampaolo Sergiampietri non ce l’ha fatta, donati gli organi

Riceviamo e pubblichiamo dalla ASL5.

Giampaolo Sergiampietri, il giovane marito e padre trentanovenne di Santo Stefano Magra, non ce l’ha fatta: l’esile filo di speranza che lo manteneva in vita si è spezzato nel tardo pomeriggio di ieri. La gravissima emorragia cerebrale che lo aveva colpito mentre si trovava a casa con la moglie ed i due piccoli figli non ha lasciato scampo. Ciò, malgrado il personale del 118 fosse riuscito a rianimarlo, facendo ripartire il suo cuore durante il trasporto in ospedale e l’incessante assistenza poi avuta dal personale della Rianimazione. E’ che, purtroppo, le condizioni di Giampaolo erano come apparivano: disperate. La Tac eseguita, infatti, aveva subito mostrato la presenza di un’emorragia cerebrale massiva ed a nulla sono valsi tutti i tentativi di strapparlo ad una morte precoce.

Nel tardo pomeriggio di ieri la resa, dopo che è stato documentato, con accertamento elettroencefalografico e clinico, lo stato di morte cerebrale. Senza indugio i famigliari hanno dato notizia che era loro volontà autorizzare l’espianto degli organi.

La fase di osservazione e accertamento prescritta dalla Legge, della durata di sei ore, è stata coordinata da Cinzia Sani, Direttore della Struttura Complessa “Anestesia e Rianimazione”, che definisce <un grande atto di generosità, un incommensurabile atto di amore la donazione decisa dalla moglie e dai genitori di Giampaolo, che farà vivere molte altre persone>.

La commissione inoltre era composta da Decia Carlucci (Direttore medico del Presidio Ospedaliero) e da Massimiliano Godani (Dirigente Medico neurologo); il coordinatore locale, Consuelo Amodeo, ha garantito il collegamento con il Centro Nazionale Trapianti. Sabrina Nappi ha organizzato il supporto anestesiologico alle diverse équipes chirurgiche che sono state impegnate presso la Sala Operatoria della Chirurgia Generale nelle complesse fasi dell’espianto degli organi donati.

Le équipes che hanno eseguito gli espianti, composte da specialisti delle varie branche della Chirurgia, provengono da:

– Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine per espianto/trapianto di cuore;

– Ospedale Niguarda di Milano per espianto/trapianto di rene e pancreas;

– Istituto Tumori di Milano e Ospedali Riuniti di Bergamo per espianto/trapianto di fegato;

– Policlinico di Milano per espianto/trapianto di polmoni;

– Ospedale S. Martino di Genova per espianto/trapianto del secondo rene.

Sul fegato espiantato è stato eseguito uno “split”, intervento molto delicato e difficoltoso, ma necessario per ottenere due parti di organo, una delle quali sarà trapiantata su un paziente pediatrico di nove anni, in attesa all’Istituto Gaslini di Genova.

Gli interventi di espianto sono iniziati alle ore 10,00 presso la Sala Operatoria della Chirurgia Generale, che ha fornito le équipes degli strumenti necessari, e termineranno in tardissima serata.

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