Caro assessore, a proposito delle navi da crociera…

Una delle novità a Spezia negli ultimi giorni è il nuovo terminale crocieristico del molo Garibaldi. L’assessore a… “ non so bene cosa” Corrado Mori ha risposto all’allarme inquinamento da navi da crociere lanciato dai Medici dell’Ambiente affermando che:“ nelle democrazie ci sono anche questi punti di vista… Abbiamo la speranza che queste iniziative arricchiranno la città.”

Punti di vista? Speranze?
Caro Assessore lei non è un motivatore né un piazzista, è un Amministratore Pubblico e alle critiche di merito dovrebbe rispondere nel merito e non con le battute politichesi e alle “speranze” dovrebbe sostituire l’analisi rigorosa che dimostri le reali ricadute economiche e sociali di una stazione crocieristica.

Il punto vero è che come al solito in questa città questi amministratori subiscono le scelte strategiche e non sanno programmarle.

Anche nel caso della stazione crocieristica manca la programmazione perché:

1. Manca una valutazione dell’impatto cumulativo ambientale della stazione crocieristica con attività esistenti soprattutto in termini di traffico marittimo civile e militare

2. Manca una valutazione delle utilità economiche e sociale del progetto di stazione crocieristica in rapporto con altri scenari.

Sulle questioni ambientali l’assessore non ha risposto ai dati dei Medici dell’Ambiente, peraltro noti a tutti gli addetti ai lavori. A questi dati aggiungo:

1. la diffusione, attraverso le grandi eliche, degli inquinanti presenti nei fondali dentro diga nonché all’intero golfo e alle aree limitrofe, non dimentichiamoci infatti che il nostro golfo è tutt’ora parte di un sito di bonifica e che la parte a mare non è stata fino ad ora per niente bonificata se non il solo canale di accesso al porto per le navi portacontainer.

2. per l’inquinamento atmosferico le navi da crociera a basse emissioni saranno in commercio non prima di 5-10 anni, questo a livello mondiale, quindi magari da noi gli anni diventeranno 20. Ma ci sono studi del settore crocieristico che dimostrano la difficoltà di elettrificare l’attracco in porto delle navi da crociera.

Uno studio della HHLA (Hamburger Hafen and Logistic AG) ha indicato la possibilità di installare nei porti un sistema di rifornimento di gas o gas liquido (LNG), da erogare direttamente alla nave ormeggiata in porto. Ma nel caso spezzino se da un lato ci sarebbe il gas liquido a disposizione (vedi Panigaglia) questo comporterebbe un aumento ulteriore del già alto rischio di incidente nel nostro golfo visto che si dovrebbero stoccare grandi quantità di gnl a poche centinaia di metri in linea d’aria dal centro città.

3. l’aumento del rischio di incidenti in un golfo già provato dalla presenza di navi container, navi militari anche di tipo nucleare, navi gasiere.

Relativamente all’impatto socio-economico l’assessore pare non avere la più pallida idea dei caratteri di fondo del mondo crocieristico? Quali sono questi caratteri?:

1. le navi da crociera sono diventate dei centri commerciali galleggianti, il massimo degli introiti insieme con il biglietto, gli armatori lo ricavano dallo shopping a bordo

2. il gigantismo delle navi da crociera[1]: navi da 100.000 tonnellate fino a 6.000 passeggeri. Un gigantismo che non produce servizi turistici di qualità ma deriva solo dall’obiettivo di risparmiare sui costi.

3. forte concentrazione da oligopolio del settore, ad esempio a livello mondiale i primi tre gruppi al mondo (Carnival, Royal Caribbean e Star Cruises-NCL) detengono una quota pari a circa il 70% della domanda mondiale, in corrispondenza di un 40% quanto a numero di navi sul totale in attività; concentrazione che non favorisce certamente una gestione trasparente e di concorrenza sana relativamente alle misure di sicurezza e di prevenzione incidenti.

4. le discutibili ricadute economiche locali delle stazioni crocieristiche. Il recente Rapporto del Consiglio Europeo delle Crociere ( organismo rappresentativo delle più importanti compagnie di crociere della UE, fonte quindi non sospetta di ambientalismo estremo, per il testo del Rapporto vedi qui) ha ampiamente dimostrato che la ricaduta economica in termini turistici delle stazioni crocieristiche è molto limitata a livello locale: fatto 100 il totale dell’impatto della spesa del comparto crocieristico (diretto, indiretto, indotto), solo il 3,8 per cento beneficia l’ospitalità in senso stretto, il 6,2 per cento il commercio, il 13,4 per cento il sistema dei trasporti compresi i cruise operators, mentre il 37 per cento va al settore manifatturiero, con la cantieristica in prima fila.

D’altronde non il sottoscritto, noto ambientalista “rompiballe”, ma la Fondazione Eni – Enrico Mattei in uno studio, di qualche anno fa, ha affermato che prima della impostazione della procedura per elaborare un intervento turistico come una stazione crocieristica: “……..bisogna ottenere una chiara visione del contesto sociale in cui il progetto andrà ad inserirsi, nonché procedere alla determinazione delle intenzioni e dell’umore generale degli attori locali.” Per la versione integrale dello studio vedi QUI

 

Non mi pare che gli attori siano stati coinvolti seriamente ma come al solito la città, consiglio comunale compreso, è stata messa di fronte al fatto compiuto.

CONCLUDENDO: caro Assessore a …“ non so bene cosa” lei non è un piazzista di progetti decisi da altri, lei è il rappresentante di cittadini spezzini , tutti. Dimostri di sapere fare il suo mestiere insieme con il suo amico Sindaco, dimostri che dietro la scelta della stazione crocieristica ci sono davvero analisi serie.

 

(Marco Grondacci)

 

 

 

[1] M. GRASSO, Le imprese di viaggio. Analisi strategica e politiche di marketing per il vantaggio competitivo – Franco Angeli.

 

[2] ABBATE, CAPELLO, RECUPERO – Flussi crocieristici: nuove opportunità per lo sviluppo locale.


 

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