Trasparenza e partecipazione: queste sconosciute

Qualche settimana fa Roberta Della Maggesa in un fondo di apertura della domenica, sulla Nazione, scriveva un pezzo sulla non trasparenza dell’amministrazione e riproponeva la questione della short list del Teatro Civico. La partecipazione per l’amministrazione spezzina, si sa, è una parola da spendere in periodo elettorale per poi rinchiuderla ermeticamente dentro il vaso (diciamo, quel trono sopra cui appoggiamo il nostro nobile deretano).

Parole parole parole

I giudizi espressi sui singoli candidati dalla commissione, sono quanto meno, fortemente discutibili. Vediamo perché.

Commissioni: chi valuta i valutatori?

Dai verbali apprendiamo che la commissione viene nominata il 19 febbraio; oltre alla Ratti come “membri tecnici esperti” ci sono Cinzia Aloisini (ma ha davvero esperienza specifica in campo teatrale e titoli di studio adeguati al ruolo?), e Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile di Genova (l’unico che ne sa qualcosa di come funzionano i teatri, la distribuzione degli spettacoli. Forse anche troppo bene…).

Rispetto alla curiosa nomina in una commissione teatrale della Signora Aloisini (nel cda di ACAM), Giulio Guerri proponeva una interrogazione in Consiglio Comunale, che da parte dell’amministrazione non merita neanche una risposta, neanche un telegrafico “si faccia gli affari suoi”.

D’altra parte avevamo pubblicato una decina di articoli con la richiesta di spiegazioni sulle modalità del bando e sulla commissione a cui nessuno ha risposto, né Del Prato, l’assessore muto, e neanche la responsabile della procedura, dott. Ratti. Una mail con richiesta di chiarimento la scrisse anche la compianta Maria Clotilde Fiori,generosa e ben attiva, ma nessuno ha risposto neanche a lei.

Poiché l’assessore Del Prato aveva fatto il nome di Alinghieri, attore dello Stabile di Genova come uno dei “papabili” (vedi l’articolo CVD), era opportuno chiamare come commissario proprio il direttore del Teatro Stabile di Genova, Carlo Repetti, suo datore di lavoro? Alinghieri interpreta persino lo spot pubblicitario dello Stabile. Eccolo qua:

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Guerri e Laghezza: l’opposizione inascoltata

Una curiosità: quando Guerri, consigliere comunale, fa l’interrogazione sulla Aloisini, la commissione ha già nominato Alinghieri. Allora o l’ufficio stampa ha avuto un power cut mentre mandava le mail ai giornali, oppure tutto è stato tenuto rigorosamente nel silenzio. Anche la richiesta della commissione di controllo della short lista voluta da Laghezza cade nel vuoto. Del resto i cittadini, per questa amministrazione, anche quelli titolati che stanno in consiglio comunale per aver preso un bel po’ di voti, non contano nulla. E beh, ma non bisogna mica sempre rendere conto di tutto?

Pronti? Via…..

Il 22 febbraio dalle 9,30 del mattino con una pausa pranzo, e poi fino alle 18 e 30 la commissione si riunisce. E’ un tour de force per fare la short list. In una prima seduta (quella mattiniera dopo il caffè e la brioche) la commissione schiaccia il cronometro, c’è un segretario (dott. Borrotti, che ha una laurea, almeno lui..) che controlla, analizzano tutti i  73 curriculum e relativi progetti.

Considerato che la prima riunione si chiude alle 13, la commissione sta dietro all’affaire short list 3 ore e mezzo; dopo il tempo espletato per le pratiche di segreteria, dedicano a ciascuno dei competitor meno di 3 minuti. Considerato che almeno 4 pagine saranno state inviate dai candidati, hanno dedicato a ciascuna pagina, circa 40 secondi. Record stagionale.

Fulminei. Evidentemente c’era un clima di armonia, nessun che andava a fare melina tipo “ma quello lì lo recupererei, quell’altro mi sembra interessante, da approfondire. Tutto liscio o tutti ignoranti da cacciare nel cestino alle prime righe.

Rimangono 46 profili da valutare comparativamente, operazione più ardua e delicata. Quanto tempo dedicheranno a questa operazione? La commissione rientra, sta 30 minuti a mangiare, in questi casi, un panino un’acqua minerale, un caffè e via.

Il cronometro riparte.

Per le successive 4 ore e mezzo la commissione, che evidentemente è in totale armonia tanto da andare speditissima, fa questi lavori:  si dà dei criteri, li elenca, analizza i progetti e i curriculum, fa la valutazione comparativa, pronuncia i giudizi sintetici di ciascuno dei 46 candidati su ognuno dei 4 criteri (dà quindi 184 giudizi), dà il punteggio, decreta un ex aequo, sceglie uno dei due, nomina il vincitore, dà la motivazione. In media 6 minuti dedicati a ciascuno. Anche qua un buon record: è una commissione assai produttiva, in un solo giorno fa tutto quello che noi avremmo fatto in 2-3 giorni.

Una curiosità: il protocollo dei due verbali  fatti nell’unica seduta del 19 febbraio, porta numerazioni non progressive, una n.119 e una n.123.  Chissà che è successo  in mezzo….

Questi i criteri che i  3 saggi si sono dati : anni esperienza nel teatro, qualità dell’esperienza nel mondo del teatro di prosa, fulcro dell’attività del Civico (ma c’è più musica che teatro, ndr), conoscenza del territorio (non meglio specificata), Qualità del progetto inerente l’organizzazione di spettacoli teatrali.

La valutazione è espressa in: insuff. Suff,discreto, buono, distinto e ottimo.

Il circo è  più teatro della danza e del cabaret.

Alinghieri e Pischedda Junior hanno il punteggio più alto. E sono pari merito. Per entrambi un bell’ottimo sul teatro di prosa. Pischedda notoriamente organizza per lo più spettacoli legati al circo e eventi di strada: se prendiamo l’enciclopedia dello spettacolo vediamo che l’arte circense e la performance stanno proprio tutta da un’altra parte rispetto alla prosa.

Vergassola sta poco  sotto i due, ma forse paga il fatto di essere attore di cabaret e come è noto, secondo il nostro esperto tecnico Aloisini, il cabaret non ha nulla a che fare con il teatro (Citazione: “Non si confonda il teatro con il cabaret”). Del resto anche la Rovagna è penalizzata nel progetto occupandosi di danza  e si becca una bella insufficienza…(ma non si chiamava teatro-danza quello della Bausch?)

Forse valeva la pena investire qualche soldo per comprare un manuale di storia del teatro e metterlo a disposizione della commissione….

Ridiamoci sopra: i giudizi dei commissari.

Prendiamo ancora il caso Loredana Rovagna che ha formato generazioni di danzatori che hanno lavorato per Béjart e per la Biennale di Venezia: ha avuto una sufficienza come conoscenza del territorio a fronte dell’OTTIMO incassato da Alinghieri, da tempo “stabile” a Genova. Ma come si fa a dire una cosa del genere? Capisco Repetti che non è tenuto a saperlo ma Aloisini e Ratti dovrebbero sapere quel che ha fatto la Rovagna in città, come programmazione e come formazione.

Armando PUNZO, uno dei nostri più grandi registi italiani, il cui attore di compagnia Aniello Arena è protagonista del film Reality di Garrone premiato a Cannes, che ha vinto non lo Sbirulino d’oro ma premi UBU, ha avuto come voto su “esperienza teatrale”, meno di Alinghieri per il cui profilo rimandiamo alla ricerca su google e lasciamo che sia il lettore a fare “la valutazione comparativa”.

Giudizio mediocretto per Monteverdi: docente accademica di Storia del teatro, Cultore della materia, ha discusso oltre 80 tesi di teatro di prosa; 7 libri all’attivo, project manager teatrale e organizzatrice (certificato da un Master europeo) , nonché critico, ha avuto un giudizio inferiore di un attore locale di teatro ragazzi. Utile in certi casi la tessera ARCI.

Ma guardiamo i progetti, quello del premiato Alinghieri è poco più di una chiacchierata al bar, una manciata di righe. Che non sia un progetto non ci vuole un membro cda Acam, la direttrice di museo o un direttore di uno Stabile per capirlo. Ma proviamo a leggerlo: la crisi della vocazione teatrale da parte del pubblico, secondo Alinghieri verrà superata con questa soluzione da lui definita “innovativa” (sic): dieci minuti di spiega (“microlectio”)prima di ogni spettacolo e la vendita di libri di Moliere quando c’è in scena (mettiamo) Moliere (sic). Queste vendite (immaginiamoci “vertiginose”) di testi, secondo Alinghieri produrrebbero un (udite bene…) “indotto”.

Come la Fiat.

Nessun dorma. Non crediamo che questo che abbiamo sommariamente indicato, sia il migliore dei modi possibili per fare una selezione.

Non è Alinghieri che critichiamo, ma è il sistema. Che non accettiamo. Non dovrebbe essere così mai e non dovrebbe essere così ORA, quando le persone si sono accorte di contare un po’ più di ieri, che protestano con un voto che non premia più i soliti noti, che vogliono vedere ai vertici personalità scelte con criteri oggettivi, competenze reali e trasparenza nelle nomine.

Nel caso di Ilaria Negri i commissari di un concorso universitario sono stati denunciati per abuso d’ufficio e non si contano i casi di ricorsi al TAR per avere giustizia. Vedere Report e altre inchieste su Micromega.

A quando un dibattito serio in città su quale cultura realmente partecipata e democratica, possa essere sagomata su questa “città vuota”? (citazione da Mina).

La domanda sorge spontanea: ma se accade questo per la cultura dove non ci sono soldi, cosa accade per le partecipate, per il porto, per il progetto di parcheggi e di ristrutturazione per Piazza Verdi ovvero per ambiti ben più redditizi? Ai posteri….

 

 

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