La scomparsa di Enzo Jannacci

La notizia è arrivata ieri sera, un twitt del Fatto Quotidiano. Lutto nella musica, è morto Enzo Jannacci. Ed è subito rimbalzata sui social network… ma dai, ma è vero? L’Ansa non dà la notizia… magari è uno scherzo. Sì, perché ogni tanto circolano anche questi “scherzi” che fanno morire qualche personaggio famoso. Ma no, è tutto vero e a poco a poco i siti dei vari giornali diffondono.

E’ proprio morto, Enzo. E’ un pezzo di storia dell’Italia che ne va, uno di quelli che rimpiangeremo, perché -davvero- così non ce ne sono più. Ci mancheranno la sua ironia, il suo apparente non-sense, ci mancherà non capire quello che dice, quelle parole strascicate, quel parlarsi addosso. Ma in realtà lo capivamo benissimo, l’abbiamo sempre capito cosa voleva dire.

Continueremo a cantare le sue canzoni, ancora oggi attuali come quando le cantò per la prima volta. E non si sa se questo sia un bene o un male.

Lo ricorderemo sorridente, ironico, un po’ irriverente, ma sempre garbato. Lo ricorderemo con Gaber, Dario Fo, Cochi e Renato, protagonisti di una televisione (e di un’Italia) che non c’è più, che possiamo rivivere attraverso i frammenti di YouTube e, qualche volta, della Rai. Lo ricorderemo col sorriso, perché sono sicura che così a lui piacerebbe.

Ciao Enzo, buon viaggio… e salutaci il signor G.

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noi vilan…
noi vilan…

ehh sempre allegri bisogna stare,
ché il nostro piangere fa male al re,
fa male al ricco e al cardinale,
diventan tristi se noi piangiam.
Ah beh!

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