CDR in Enel? Ecco perché in tanti dicono no

L’ingegner Giulio Maggi sostiene che, per chiudere il ciclo dei rifiuti, sia necessario bruciare il CDR in Enel. Abbiamo raccolto alcune opinioni in merito. Prima di tutto, specifichiamo di cosa stiamo parlando: per CDR s’intende il combustibile derivato dai rifiuti solidi urbani e va trattato come rifiuto speciale.

La proposta di bruciare il CDR in Enel viene periodicamente fuori, perché il materiale, per essere smaltito, viene inviato fuori regione (finisce negli inceneritori di Pavia, Lodi, Isernia),  e addirittura fuori Italia (Matrai, Ungheria) con un notevole esborso da parte di Acam. Vista la situazione di collasso in cui versa, l’azienda non è più in gradi di farsi carico di questa spesa, da qui l’idea.

I pareri.

Corrado Cucciniello, a nome dei Comitati spezzini, ritiene che non si possa minimamente prendere in considerazione questa idea, perché l’obiettivo degli Amministratori locali, per ciò che riguarda la centrale Enel, è quello di migliorare le emissioni dell’impianto, a fronte del parere positivo concesso in sede di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). L’incenerimento del CDR, però, sperimentato a Fusina nei primi anni del 2000, ha avuto come risultato emissioni di diossina 30 volte superiori a quelle “normali”.

Marco Grondacci, consulente ambientale, conferma e aggiunge che, inoltre, nella realtà spezzina, la produzione di CDR è inferiore a quella che sarebbe necessaria per questo tipo di operazione, quindi se anche la centrale lo bruciasse, funzionerebbe comunque in maniera inefficiente e ci sarebbe bisogno di ulteriori impianti di smaltimento. (per informazioni più approfondite: Note di Marco Grondacci).

Marco Rivieri, medico, fa sapere che già nel 2010, organizzò una conferenzastampa a nome dell’Ordine dei medici per spiegare le ricadute micidiali degli inceneritori, con emissioni di particelle cancerogene che aumentano fino a 30, anche 40 volte. Inoltre, il recupero energetico da derivati è in contrasto alle prescrizioni europee che lo ammettono solo dopo la riduzione del rifiuto, riciclo, raccolta differenziata.

Il comitato Speziaviadalcarbone ci ha inviato questa breve nota: La nostra posizione è quella di sostenere un piano energetico comunale che porti a ridurre l’impatto complessivo delle fonti inquinanti sul territorio spezzino: queste fonti comprendono carbone, traffico automobilistico e navale, impianti di riscaldamento privati, ciclo dei rifiuti, discariche. E’ proprio l’assenza di un disegno a spaventare e, vista l’impossibilità da parte nostra di agire su più fronti, ci siamo sempre concentrati sul carbone perchè sicuramente è una delle fonti più impattanti. Il discorso del CDR da bruciare in Enel ritorna di tanto in tanto e sicuramente la nostra posizione è quella del no: non per un preconcetto, ma per il semplice fatto che a nostro avviso è fuori luogo avere una centrale termoelettrica in pieno centro urbano. Tutte le altre considerazioni sull’efficacia, la fattibilità, la convenienza a bruciare o meno il CDR le lasciamo alle amministrazioni locali che sicuramente hanno l’impellenza di risolvere il problema rifiuti e di evolvere verco soluzioni sostenibili. Ci sembra molto interessante questa relazione del 2010 in merito alle alternative al CDR: progetto di Rifondazione Comunista  (Rifiuti zero) ed auspichiamo che le forze politiche interne alla giunta Federici escano dai propri schieramenti e si uniscano al gruppo M5S e Guerri per realizzare progetti come questo, forieri di progresso, sostenibilità ambientale e posti di lavoro.

Insomma, i pareri sonon tutti molto critici. Inoltre, sembra si spinga per questa ipotesi presentandola alla cittadinanza come “inevitabile per contrastare l’emergenza rifiuti”, come se non vi fossero alternative, quando invece ci sono.

Precisiamo che abbiamo chiesto un parere anche all’Amministrazione, dalla quale aspettiamo ancora una risposta: informiamo inoltre che qualunque altro contributo sarà ben accetto.

Maggiori notizie: il CDR.

 

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