Presentazione di “I cantieri Barberis, una storia italiana. Dallo Sciacchetrà alla Coppa America”

Un viaggio nella storia della vela italiana e mondiale raccontato da un grande costruttore di barche spezzino, Giancarlo Barberis, che in I cantieri Barberis, una storia italiana. Dallo Sciacchetrà alla Coppa America (Mursia, pagg. 360, euro 19.00) ripercorre dagli esordi, nel 1970, la storia dei suoi cantieri fino alla terribile notte del luglio del 1987 durante la quale un incendio provocato da uno spaventoso temporale bruciò i depositi, incendiò gli stampi in vetroresina, ridusse in polvere i modelli di legno riuscendo persino a piegare la rotaia di un carroponte da 10 tonnellate.

Il libro sarà presentato a La Spezia, giovedì 28 marzo, alle ore 18,00, presso la camera di Commercio (piazza Europa, 16). Partecipano, insieme all’autore, Gianfranco Bianchi, Presidente CCIA e Roberto Franzoni, giornalista e autore della prefazione.

Per quasi vent’anni i Cantieri Barberis hanno esportato l’arte navale italiana nel resto del mondo, hanno gettato le basi della moderna nautica da diporto ideando le prime barche a vela competitive in regata e comode in crociera e hanno contribuito a creare il modello di barca che, ancora oggi, va per la maggiore. Dallo Sciacchetrà, il piccolo cabinato in vetroresina che deve il suo nome al famoso vino passito delle Cinqueterre, che fu costruito in serie in un piccolo capannone affittato lungo il Buonviaggio e progettato dall’architetto Philippe Harlé, uno dei progettisti più prolifici del periodo moderno (in meno di trent’anni ha disegnato circa duecento tipi di barca diverse, per il piacere, per la pesca, per la multi coltura, per il trasporto dei passeggeri) passando per Azzurra e la Coppa America del 1983 quando, per la prima volta, l’Italia è presente con una sua barca, per approdare al windsurf. Pagine che raccontano un viaggio sulle onde di una passione sfrenata, quella per lo sport e per il mare, e di una professionalità e di un’originalità che hanno fatto scuola sul piano internazionale.

«Mi piace pensare che il mio libro sia il racconto di due storie parallele e convergenti», dice Barberis: «quello della vela nel nostro Paese e quello dei nostri cantieri e quindi della mia famiglia e delle sue relazioni nazionali e internazionali.»

«E’ un libro anche tecnico, se si guarda alla ricostruzione dei processi produttivi e artigianali dai quali sono usciti ben 1200 barche e che racconto attraverso i miei ricordi ma, anche, attraverso gli articoli delle più importanti riviste specializzate, schede tecniche, fotografie», continua Barberis: «ma è soprattutto un libro di passioni – per la vela, per il lavoro, per il mare – che ho avuto la grande fortuna di poter condividere con tante persone che nei Cantieri Barberis hanno appreso il mestiere, si sono specializzati e ancora oggi sono protagonisti nel campo della nautica, testimoni della nuova imprenditoria italiana».

Giancarlo Barberis è presidente del Museo dello Sport di La Spezia, di cui è anche il fondatore. È stato consigliere nazionale FISI, consigliere internazionale Panathlon, vicepresidente dell’Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini (Salone Nautico di Genova), vicepresidente dell’Unione Industriali La Spezia, co-fondatore e presidente di Liguria Produce Marine Consortium, grande sportivo e, infine, costruttore di barche con i Cantieri Barberis.

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