Ripresa dei lavori alla Cava Fornace: immediata interpellanza di Simona Cossu (PRC)

Nei giorni scorsi sono nuovamente riprese attività lavorative all’interno della Cava Fornace, lungo la strada che da Pegazzano raggiunge il borgo di Biassa. Attività autorizzate con il Decreto Regionale n 665 del 31/03/2009, nonostante il parere contrario, a suo tempo, della I Circoscrizione e del Comune della Spezia. La Concessione prevede e escavazioni per 700.000 mc, fino ad una quota di 236 metri.

Le lavorazioni, iniziate nei primi mesi del 2011, avvengono con l’utilizzo di un mezzo escavatore munito di martello pneumatico, il quale provoca un rumore insostenibile e una grande quantità di polvere, creando condizioni estremamente disagevoli per le abitazioni presenti, alcune delle quali si trovano a pochi metri dal sito estrattivo, nonché un notevole impatto ambientale.

La vivace protesta degli abitanti della zona, le segnalazioni della I Circoscrizione, le interpellanze dei consiglieri di Rifondazione Comunista avevano portato a diversi interventi dei Vigili Urbani, di Arpal, dei funzionari della Regione Liguria, propedeutici ad uno stop dei lavori.

Da luglio 2012 le attività lavorative erano ferme e sembrava che la questione dovesse essere chiusa, anche perchè giungevano echi di novità positive: in particolare la più volte menzionata, anche a mezzo stampa, ipotesi di una trattativa in essere tra il Comune e la società titolare della concessione, e proprietaria del sito, Nuova Nec, volto al raggiungimento di un accordo complessivo che dovrebbe portare, tra l’altro, alla cessione dell’area della “Fornace” all’Amministrazione Comunale, previa messa in sicurezza del sito, dove sarebbe prevista la realizzazione di un’area camper, nonché lo spostamento dell’impianto di frantumazione sito nella prospiciente ex Cava Cubiola Bianca.
Dalla Regione Liguria giungevano notizie circa la prossima dismissione della Cava Fornace, la quale non rientrerebbe nel nuovo Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava (PTRAC) , anche per la pressioni a livello regionale del Partito della Rifondazione Comunista, il quale ha più volte segnalato agli uffici competenti come le valutazioni del Servizio di Tutela del Paessaggio (prot. n. 3361 del 24/08/2007), parte integrante del Decreto Regionale, sono evidentemente ed indiscutibilmente sbagliate, e pertanto la stessa autorizzazione si basa su assiomi non corretti. In tale procedimento si parlava di “impatto percettivo irrilevante”, e di “qualsiasi altro punto di vista occluso”, anche percorrendo in auto la Via Filzi.
Questo nuovo riavvio delle lavorazioni giunge pertanto inaspettato.
Rifondazione Comunista intende segnalare, per l’ennesima volta, le problematiche, oggettive, che il sito estrattivo denominato “Fornace” comporta, chiedendo di valutare la compatibilità delle attività di escavazione con la prossimità di nuclei abitativi.

La consigliera del Partito della Rifondazione Comunista, Simona Cossu ha immediatamente presentato un’interpellanza nel quale chiede, all’Amministrazione Comunale:

1) Se le lavorazioni sono conseguenti alla messa in sicurezza dell’area in vista della cessione al Comune, oppure se rientrano nelle estrazioni previste dalla concessione regionale.
2) Se esiste un progetto di messa in sicurezza e quali siano le relative tempistiche e specifiche.
cosa intende porre in atto l’Amministrazione riguardo i disagi in materia di impatto ambientale e di viabilità
3) Se sono ancora valide le ipotesi circa uno spostamento dell’impianto di triturazione presso la zona Cubiola Bianca e la cessione dell’area Cava Fornace al Comune
4) Se sono ancora validi i progetti circa la realizzazione di infrastrutture per il turismo (area camper)

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